Atto medico. La Fnomceo ci crede. È una cosa seria da non banalizzare

Atto medico. La Fnomceo ci crede. È una cosa seria da non banalizzare

Atto medico. La Fnomceo ci crede. È una cosa seria da non banalizzare
E' infatti un passaggio cruciale non solo nei rapporti interprofessionali ma anche politici. Ed è fondamentale per il futuro dei nostri giovani. E su ciò v’è per di più concordia tra i medici italiani. Negli ultimi due Consigli Nazionali Fnomceo sono infatti state votate all’unanimità le mozioni inerenti proprio l’atto medico, con appoggio all’iniziativa dell’On. Vittoria D’Incecco, promotrice del Ddl parlamentare

Il rischio è davvero di banalizzare quando si parla dell’atto medico, soprattutto quando si fa riferimento al rifiuto di un confronto con le altre professioni sanitarie e con la politica. Niente di più inesatto.
Ordini e sindacati, infatti, avrebbero voluto e vogliono contribuire in maniera attiva alla dibattito in materia, ma in realtà c’è stata una chiusura delle Istituzioni e di certa parte politica.
 
Fa d’altro canto capo alla rappresentanza medica un certo grado di responsabilità nell’essere stata poco incisiva e forse disattenta in alcuni dei passaggi cruciali della professione. Comportamento, quello dei vertici, da taluni giustificato come Politically correct, ma che invece sta comportando ripercussioni negative per la professione.
 
Nel merito, occorre considerare che nei rapporti interprofessionali c’è un cambio di paradigma: oggi si parla sempre più di pertinenze universitarie e di competenze del post-laurea, da cui discendano responsabilità specifiche in cui il comun denominatore è la formazione.
Proprio per questo agire sulla formazione è stato uno dei criteri che, come presidenti d’Ordine, Parma, Padova e Roma, hanno considerato nella fasi preparatorie del Codice Deontologico, da cui è scaturita la definizione di atto medico, declinato negli articoli 3 e 13, su cui è andato poi a convergere il Consiglio Nazionale.
 
“Atto medico” o “atto del medico”? E’ questo il dilemma di alcuni ordinisti, ma, a parte le fini considerazioni, tale distinzione appare piuttosto una dotta dissertazione che una reale necessità.
Senza scomodare poco virtuose dietrologie, la disputa riporta alla mente il “task shifting applicato in sanità” che è, in ultima analisi, il viatico del comma-Legge 566, funzionale a superare il concetto di atto medico. Ma non possiamo non sottolineare come ancora una volta nelle dinamiche legislative il grande assente è stato ed è ancora proprio il medico. Quando, in una moderna medicina, è fondamentale sapere chi sia il punto di riferimento per il paziente e chi abbia la gestione della sintesi clinica nel percorso di cura: ossia diagnosi, terapia, prognosi, prevenzione,  riabilitazione e coordinamento, pur in un sistema di relazioni.
 
Sistema in cui il verbo principale è senz’altro collaborare, ma in un ambito di autonomia di scala e di responsabilità specifiche, imprescindibili dai ruoli, pur nella valorizzazione e nel riconoscimento delle singole professionalità. Tutti inseriti in una dinamica di sviluppo, che sia frutto di una politica concertativa dove indispensabile è il medico, oggi escluso e non certo per volontà propria.
Una mancanza grave, registrata al tavolo Stato Regioni, nei percorsi preliminari e nella progettualità organizzative del SSN, sia a Roma come in periferia, quella di doveroso confronto con le istituzioni mediche.
 
Per questo l’atto medico è considerato oggi un passaggio cruciale non solo nei rapporti interprofessionali ma anche politici, ed è fondamentale per il futuro dei nostri giovani. E su ciò v’è per di più concordia: negli ultimi due Consigli Nazionali Fnomceo sono infatti state votate all’unanimità le mozioni inerenti proprio l’atto medico, con appoggio all’iniziativa dell’On.le Vittoria D’Incecco, promotrice del Ddl parlamentare.
 
Il 3 luglio u.s. il Consiglio Nazionale Fnomceo straordinario ha poi discusso serenamente sul percorso legislativo, anche diversificato, dell’atto medico, aprendosi al confronto e all’approfondimento del tema e non certo abbandonandolo.
Molto di più si è argomentato sul significato di “atto”, a dire il vero più all’esterno che in seno al Consiglio nazionale, con dissertazioni squisitamente dotte. A queste vanno contrapposte argomentazioni etico filosofiche secondo cui per “atto” si intende il concreto passaggio dalla potenzialità al divenire, nell’agire certo e concreto.
 
Che è tutt’altro di un improponibile mansionario medico, esibito come spauracchio, ma rispetta il dettato del Codice Deontologico, in una dimensione più europeista, con un riequilibrio fra consuetudine legislativa e tradizione, in linea, cioè, con la maggior considerazione che il medico ha negli altri Paesi non solo europei.
 
Non è certo un’eresia quindi riportare i termini della questione su altre basi più concrete, che prevedono uno sviluppo omogeneo del sistema salute, come frutto di concertazione e d’attenta programmazione.
In questo modo l’atto medico diventa funzionale a correggere talune scelte organizzative regionali che hanno ispirato e si riverberano nel Comma-Legge 566, con l’effetto di sbloccare ogni tipo di dialogo.
 
Sarebbe segno di responsabilità e di lungimiranza politica, in un simile scenario, procedere sul cammino dell’armonizzazione delle pertinenze e delle competenze professionali, una volta attuata la revisione dei piani formativi del pre laurea e del post laurea.
Una nuova formazione è infatti indispensabile per omogeneizzare i percorsi su tutto il territorio nazionale, e dunque nelle 96 sedi universitarie. Perché da essa discenderanno funzioni e ruoli, e non solo le pertinenze e le competenze, in un’ottica di miglioramento dei rapporti e degli outcome in ambito sanitario.
 
E anche le responsabilità e le autonomie che ne deriveranno non potranno che essere la diretta conseguenza della formazione e, nell’uniformità nazionale degli insegnamenti, diverranno a loro volta base di ogni scelta metodologica e di sviluppo in sanità.
 
Pierantonio Muzzetto
Presidente OMCEO Parma
Cofondatore di Insieme FnomceO
Già componente della Consulta Deontologica Nazionale e al tempo Presidente della Federazione Medica emiliano Romagnola

Pierantonio Muzzetto

16 Luglio 2015

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