Decreto sviluppo. Assofarm: “Vendita farmacie comunali sarebbe scelta sciagurata”

Decreto sviluppo. Assofarm: “Vendita farmacie comunali sarebbe scelta sciagurata”

Decreto sviluppo. Assofarm: “Vendita farmacie comunali sarebbe scelta sciagurata”
Il presidente dell’associazione delle farmacie comunali, Venanzio Gizzi, esprime “totale dissenso” all’ipotesi di vendita delle farmacie comunali che, secondo alcuni organi di stampa, sarebbe tra gli interventi per lo sviluppo allo studio del Governo.

 
Le farmacie comunali sono “patrimonio della collettività tutta”. “Rappresentano, insieme alle farmacie private, la volontà del legislatore di organizzare il servizio farmaceutico sul territorio strutturato con una pluralità di soggetti e hanno proseguito, nel tempo, la loro esperienza fino ad essere oggi un riferimento insostituibile di distribuzione del prezioso prodotto quale è il farmaco ad una popolazione, che con la crisi economica in essere, diventa sempre più povera e bisognosa di assistenza”. Così il presidente di Assofarm, Venanzio Gizzi, replica all’ipotesi di vendita delle farmacie comunali che, come riportato già ieri da Repubblica.it e oggi da altri organi di stampa, sarebbe contenuta nella lettera che il Governo ha predisposto ed inoltrerà alla Ue per illustrare le linee programmatiche per lo sviluppo del Paese.
Un’ipotesi su cui Assofarm esprime “totale dissenso”. Le farmacie comunali, continua Gizzi, hanno un “valore storico” e sono “nate per calmierare i costi ed esitare i farmaci alle categorie sociali più deboli”. Ma, secondo il presidente di Assofarm, sono anche “l’unico strumento di ricchezza e di partecipazione degli Enti locali per il governo della salute dei cittadini sul territorio, soprattutto alla vigilia della costituzione della farmacia dei servizi, oltre ad attuare una delle poche forme compiute di federalismo municipale in quanto i proventi derivati da tale attività consentono ai Comuni di destinare costantemente risorse ai loro già magri bilanci”.

Assofarm si dice pronta a mettere in atto “ogni iniziativa al fine di evitare sciagurate svendite e si dichiara fiduciosa che nessun processo di dismissione sarà avviato poiché il Governo, con recenti provvedimenti, ha escluso dalla privatizzazione dei servizi pubblici quale settore sanitario, le farmacie comunali”.
 

26 Ottobre 2011

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