Enpam. Quota A, ecco perché è molto più “leggera” di quel che sembra

Enpam. Quota A, ecco perché è molto più “leggera” di quel che sembra

Enpam. Quota A, ecco perché è molto più “leggera” di quel che sembra
Enpam chiarisce: "In dichiarazione dei redditi si recupera quasi la metà dell’importo". Il 30 aprile la prima scadenza per il versamento. "Un costo sostenibile soprattutto se raffrontato con gli innumerevoli vantaggi e agevolazioni dati dall’adesione alla Quota A: dai sussidi per difficoltà economiche, calamità naturali, genitorialità e inabilità al lavoro, fino alla pensione, passando dai mutui agevolati e all’assicurazione per Long Term Care".

Chi si sia optato per pagarla in un’unica soluzione, in quattro rate o addirittura in otto, il 30 aprile è la prima scadenza annuale per il pagamento della Quota A Enpam. Tuttavia, per chi ha attivato la domiciliazione bancaria, il versamento in unica soluzione o della prima rata verrà addebitato martedì 2 maggio, primo giorno lavorativo utile dopo il 30 aprile.

Quota A: le fasce di contribuzione
I contributi di Quota A, lo ricordiamo, sono dovuti dal mese successivo all’iscrizione all’Albo fino al mese di compimento dell’età per la pensione. Per il 2023, gli importi sono stati così aggiornati:

€ 128,87 all’anno per gli studenti;

€ 257,73 all’anno fino a 30 anni di età;

€ 500,26 all’anno dal compimento dei 30 fino ai 35 anni;

€ 938,75 all’anno dal compimento dei 35 fino ai 40 anni;

€ 1.733,72 all’anno dal compimento dei 40 anni fino all’età del pensionamento di Quota A;

€ 938,75 all’anno per gli iscritti oltre i 40 anni ammessi a contribuzione ridotta (a questa categoria appartengono solo gli iscritti che hanno presentato la scelta prima del 31 dicembre 1989. Dal 1990 non esiste più la possibilità di chiedere la contribuzione ridotta).

A queste somme va aggiunto anche il contributo di maternità, adozione e aborto di € 69,70 all’anno.

Il costo reale della Quota A
Molti medici, soprattutto dipendenti, cadono nel tranello di ritenere che l’importo della Quota A sia più alto del suo costo reale. Una percezione sbagliata, che sulla pagina Enpam dedicata viene chiarita con un esempio pratico che qui riportiamo.

La Fondazione prende in esame il caso di un medico dipendente, over 40, residente a Roma, con un reddito lordo che supera i 50mila euro. In base alle fasce di contribuzione, quanto da lui dovuto sarà di 1.803,42 euro, risultanti da 1733,72 euro di Quota A e 69,70 euro di contributo maternità.

Tuttavia, con la prossima dichiarazione dei redditi riuscirà a recuperare oltre il 47% di questo importo, vale a dire oltre 850 euro, portando il costo effettivo della Quota A a circa 950 euro. Questo grazie alla restituzione (o abbattimento) del 43% di Irpef, del 3,33% di addizionale regionale e dello 0,9% di addizionale comunale. Un costo sostenibile soprattutto se raffrontato con gli innumerevoli vantaggi e agevolazioni dati dall’adesione alla Quota A: dai sussidi per difficoltà economiche, calamità naturali, genitorialità e inabilità al lavoro, fino alla pensione, passando dai mutui agevolati e all’assicurazione per Long Term Care.

Chiara Stella Scarano

Chiara Stella Scarano

28 Aprile 2023

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