Farmaci. Parafarmacie: “Su vendita fascia C non è stata ancora scritta l’ultima parola”

Farmaci. Parafarmacie: “Su vendita fascia C non è stata ancora scritta l’ultima parola”

Farmaci. Parafarmacie: “Su vendita fascia C non è stata ancora scritta l’ultima parola”
Così il presidete della Federazione nazionale parafarmacie italiane, Davide Gullotta, a seguito dell'ultima pronuncia dei magistrati europei su una delle cause aperte dai titolari di parafarmacia per avere la libera vendita dei medicinali con ricetta. "Competerà al Giudice Amministrativo valutare se e in quali termini specificare e implementare le questioni ancora aperte".

"Sul divieto di vendita dei medicinali con ricetta al di fuori delle farmacie non è stata ancora scritta l'ultima parola. La recente sentenza della Corte di Giustizia Ue lascia infatti intravedere di non considerare chiusa la partita: competerà adesso al Giudice Amministrativo valutare se e in quali termini specificare e implementare le questioni giuridiche ancora aperte". E' quanto dichiara il presidente della Federazione nazionale parafarmacie italiane, Davide Gullotta, a seguito dell'ultima pronuncia dei magistrati europei su una delle cause aperte dai titolari di parafarmacia per avere la fascia C.
 
"La questione, dunque, non è chiusa – puntualizza Gullotta- . Naturalmente vale la pena ricordare, che al di là del pronunciamento dei Giudici, rimane sempre intatta la libertà del Legislatore di modernizzare il sistema, dando finalmente più opportunità ai laureati in Farmacia e una più ambia libertà di scelta e di risparmio ai pazienti. Fermo restando – conclude Gullotta – che la questione fascia C è ben poca cosa rispetto ai rischi derivanti dall'ingresso di soci di capitale nelle farmacie: oggi più che mai tutti gli appartenenti alla categoria dovrebbero fare fronte comune abbandonando logiche di retroguardia".
 
Il procedimento in questione è quello aperto nel 2011 a Catania dallo stesso Davide Gullotta. I giudici del Tar – davanti ai quali il farmacista aveva presentato ricorso contro Asl e ministero della Salute – si erano rivolti ai colleghi europei perché valutassero se le norme italiane che vietano la vendita dei famaci di fascia C in esercizi diversi dalla farmacia non violassero le disposizioni del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (Tfue) e della Carta dei diritti fondamentali dell’Ue.

06 Luglio 2015

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