Infermiere di comunità. L’esperienza di Cuneo si estende ad altre realtà del Piemonte

Infermiere di comunità. L’esperienza di Cuneo si estende ad altre realtà del Piemonte

Infermiere di comunità. L’esperienza di Cuneo si estende ad altre realtà del Piemonte
La Giunta regionale ha approvato con una delibera la ratifica delle sperimentazioni parallele al Progetto Consenso (Community Nurse Supporting Elderly in a changing Society). Coinvolte l’Asl unica di Torino e le Asl TO3, Asti, Novara e Vco. Il modello sarà adattato a seconda delle esigenze e delle necessità del singolo territorio.

La figura dell’infermiere di comunità e di famiglia si estende sempre più in Piemonte. Dopo la sperimentazione avviata nel Cuneese, il modello Consenso  (Community Nurse Supporting Elderly in a changing Society) sarà adottato anche in altre realtà del Piemonte e, più precisamente, nell’Asl unica di Torino e nelle Asl TO3, Asti, Novara e Vco.

Lo ha deciso la Giunta regionale, che oggi, su proposta dell’Assessore alla Sanità, Antonio Saitta, ha approvato con una delibera la ratifica delle sperimentazioni parallele al Progetto, riconoscendo la valenza strategica della figura dell’infermiere di famiglia e comunità per potenziare l’offerta di servizi territoriali e domiciliari.

Ma mentre nei Comuni montani dell’Asl Cn1 le iniziative si sono concretizzate nelle visite a domicilio e nella creazione di ambulatori della salute dedicati in particolare alla popolazione ultrasessantacinquenne e alle persone in condizione di cronicità, nell’Asl unica di Torino si punta sull’home visiting per mamma e bambino, nell’Asl di Novara sull’infermiere dedicato alle famiglie, nell’Asl Vco sull’educazione terapeutica dei malati cronici, nell’Asl TO3 sulla gestione integrata per utenti affetti da Broncopneumopatia cronico ostruttiva e nell’Asl di Asti, come nella Cn1, a iniziative per i pazienti in situazione di fragilità. In sostanza, il modello viene adattato a seconda delle esigenze e delle necessità del territorio, sempre con un occhio di riguardo a situazioni di fragilità e di sostegno alle fasce più deboli.

“Le sperimentazioni in queste Asl – spiega la Regione in una nota -, seppure non coperte dal finanziamento europeo come il progetto originario avviato nel Cuneese, sono state considerate meritevoli di applicazione da parte della Regione Piemonte che in questi anni ha anche rafforzato la collaborazione operativa con le Università di Torino e del Piemonte Orientale attraverso il master di 1° livello in ‘Infermieristica di Famiglia e Comunità’”.

In particolare, l’Assessorato regionale alla Sanità ritiene che “l’estensione del progetto si integri con la rete delle Case della Salute che la Giunta sta capillarmente potenziando in tutto il Piemonte: 66 progetti, per un investimento complessivo nel 2017 di 13,3 milioni di euro, di cui 8 direttamente  a carico della Regione”.

Il progetto Consenso, avviato in Piemonte nel 2016, è stato finanziato dall’Unione Europea attraverso il Programma di cooperazione transnazionale Spazio Alpino e, evidenzia la Regione, “ha ottenuto riconoscimenti a livello nazionale: un caso di successo che si cerca di estendere il più possibile”. 

12 Giugno 2017

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