Intelligenza artificiale e telemedicina: strumenti e non sostituti degli operatori sanitari
Quali sono le opportunità, i limiti e i rischi connessi all’utilizzo dell’IA in sanità? Il professor Fabrizio Bottini: “Intelligenza artificiale e telemedicina integrano il lavoro dell’operatore sanitario”
La digitalizzazione della sanità è un processo che va avanti ormai da decenni, ma con la rivoluzione data dall’intelligenza artificiale le opportunità si moltiplicano con il passare del tempo. Ovviamente, aumentano anche i possibili rischi, ed è necessario non sottovalutarli. Secondo Fabrizio Bottini, professore universitario in Diritto della sicurezza sul lavoro e tutela assicurativa, l’IA, così come la telemedicina, sono strumenti che fanno da supporto agli operatori sanitari ma non li sostituiscono, motivo per cui l’elemento umano resta centrale quale che sia la tecnologia usata.
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Professore, quali competenze dovrebbero sviluppare i medici per utilizzare al meglio l’intelligenza artificiale?
L’intelligenza artificiale rappresenta un’opportunità di integrazione al grandissimo lavoro professionale che ogni operatore sanitario è tenuto a svolgere. Questo strumento deve essere sfruttato per migliorare i processi all’interno di ciascuna organizzazione sanitaria, sempre in funzione delle competenze richieste dalla specifica categoria professionale di appartenenza.
In particolare, l’intelligenza artificiale permette di aggregare dati e di avere maggiore contezza rispetto alle decisioni da prendere. Può aiutare gli operatori sanitari a migliorare l’integrazione delle informazioni disponibili, ma deve essere sempre intesa come un supporto e mai come una sostituzione dell’elemento umano. L’intelligenza artificiale può fornire approfondimenti scientifici necessari, ma il medico rimane il perno centrale del processo decisionale, specialmente quando si tratta della tutela della salute.
Inoltre, quando si parla di telemedicina, non si intende mai la sostituzione dell’operatore sanitario, bensì la sua integrazione. L’obiettivo principale rimane sempre la tutela della salute del paziente. L’intelligenza artificiale può essere un valido strumento di supporto, ma se non viene utilizzata con criterio e consapevolezza, rischia di creare confusione e di compromettere la qualità dell’assistenza sanitaria.
Quali possono essere i rischi dell’applicazione dell’intelligenza artificiale in ambito sanitario?
I rischi principali sono riconducibili a due aspetti. Da un lato, vi è il pericolo di una superficialità nell’uso dell’intelligenza artificiale, ovvero di non considerare correttamente il dato fornito. Dall’altro, vi è il rischio opposto: affidarsi troppo a un dato scientifico che, per sua natura, può risultare freddo e asettico. Se non integrato con il ragionamento clinico e l’esperienza professionale, questo dato rischia di essere poco utile o addirittura dannoso.
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