L’Ulss2 Marca Trevigiana sperimenta l’infermiere “counselor” per aiutare i pazienti a gestire le terapie a domicilio

L’Ulss2 Marca Trevigiana sperimenta l’infermiere “counselor” per aiutare i pazienti a gestire le terapie a domicilio

L’Ulss2 Marca Trevigiana sperimenta l’infermiere “counselor” per aiutare i pazienti a gestire le terapie a domicilio
Il progetto partirà nel Dipartimento di Medicina del Ca’ Foncello con i pazienti “fragili” in dimissione. “L’obiettivo principale dell’Unità di infermieristica estensiva è quello di implementare la continuità tra assistenza ospedaliera e rete territoriale, integrando le varie componenti professionali e coinvolgendo con un sostegno efficace le famiglie nella presa in cura della persona a domicilio”, spiega il dg Francesco Benazzi.

Aiutare i pazienti fragili in dimissione dell’ospedale, sempre più numerosi, a gestire in autonomia, a domicilio, cure e terapie. Questo l’obiettivo del nuovo modello organizzativo, denominato “Unità infermieristica estensiva” che sarà sperimentato dal Servizio delle Professioni Sanitarie, in collaborazione con il Dipartimento di Medicina Generale del Ca’ Foncello. Per ricercare il personale infermieristico da destinare a questo nuovo modello organizzativo l’Azienda ha pubblicato un avviso esplorativo interno per titoli e colloqui. A conclusione dell’iter sarà formalizzata una lista di idonei a cui attingere per ricoprire l’organico necessario ad avviare questo nuovo modello assistenziale.

“La necessità di far fronte ad una tipologia di ‘acuzie differenziata’ caratterizzata dalla presenza di pazienti cronici con più o meno frequenti riacutizzazioni richiede un ripensamento del modello di assistenza ospedaliera – spiega il direttore generale, Francesco Benazzi, in una nota diramata dall’Ulss -. In tale logica si è pensato di migliorare la presa in carico del paziente ‘fragile’ in fase di dimissione, attraverso un approccio ‘integrato’ tra il personale infermieristico e il paziente stesso, con quest’ultimo che diventa parte integrante del processo assistenziale. L’obiettivo principale dell’Unità di infermieristica estensiva ¬– prosegue Benazzi – è quello di implementare la continuità tra assistenza ospedaliera e rete territoriale, integrando le varie componenti professionali e coinvolgendo con un sostegno efficace le famiglie nella presa in cura della persona a domicilio. L’UdIE  avrà il compito, infatti, di  prendere in carico i pazienti che  per motivi legati a condizioni di fragilità assistenziale, hanno la necessità, prima del rientro al domicilio,  di acquisire competenze nella gestione della propria salute in un ambiente ‘protetto’”.

“L’Unità di Infermieristica Estensiva con Didattica Integrata – spiega Alberto Coppe, direttore del Servizio Professioni Sanitarie – sarà attivata a favore dei pazienti che hanno terminato il percorso clinico acuto. Pazienti, quindi, per cui è già stato definito l’inquadramento diagnostico e il piano terapeutico, che presentano condizioni cliniche stabili, ma necessitano ancora di assistenza prevalentemente infermieristica in attesa della dimissione a domicilio. Un tipo di assistenza creata per rafforzare le capacità di autocura da parte del paziente e dei suoi familiari in forte integrazione e collaborazione con la rete delle cure territoriali. Il modello – conclude Coppe – è finalizzato ad ottimizzare le cure personalizzate agli assistiti, sostenere caregiver e familiari, inoltre nei momenti dello stage clinico, gli studenti infermieri, guidati da un tutor didattico, potranno svolgere il proprio tirocinio in un contesto altamente innovativo volto a favorire il ragionamento clinico, la responsabilizzazione e lo sviluppo di competenze adatte per una presa in carico globale della persona fragile”.

12 Settembre 2018

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