Lazio. Cimo: “Pronto soccorso allo sbando. Regione intervenga subito”

Lazio. Cimo: “Pronto soccorso allo sbando. Regione intervenga subito”

Lazio. Cimo: “Pronto soccorso allo sbando. Regione intervenga subito”
La denuncia del coordinamento dei medici ospedalieri parla di “medici aggrediti e scene di follia tra i pazienti in attesa”. Lavra: “Non si può spendere di più per peggiorare i servizi, Polverini intervenga”. Per la Cimo il "caos coincide con l’immissione dei medici di Medicina generale nei Pronto soccorso".

“Basta scene di follia e violenza nei più importanti Pronto soccorso degli ospedali romani, così non si può andare avanti, la situazione sta degenerando e a pagarne le conseguenze sono i medici che cercano di svolgere il loro lavoro”. Così il Segretario Regionale Cimo-Asmd del Lazio, Giuseppe Lavra, ha commentato gli ultimi episodi che si sono verificati al Sandro Pertini, in cui è stato aggredito e ferito gravemente un medico, e al Sant’Andrea dove si è sfiorata la rissa tra i pazienti in attesa, e ha rivolto un appello alla Regione Lazio affinché “apra subito un confronto con i rappresentanti dei medici per chiarire e porre fine a una situazione paradossale che non può proseguire ulteriormente”.

“Tutto questo caos coincide con l’immissione dei medici di Medicina generale nei Pronto soccorso – ha spiegato Lavra – una soluzione che si è dimostrata inefficace e che comporta spese economiche aggiuntive. Perché aumentare i costi per peggiorare i servizi?”.
Per il segretario Cimo-Asmd  i vari disservizi dei Dea ospedalieri permangono “anche se nessuno ne parla più”, e vengono tirati in ballo solo quando accadono episodi gravissimi giudicati di malasanità che scatenano un polverone mediatico. “Ora basta stare con le mani in mano – ha concluso Lavra – per il Commissario ad acta Renata Polverini è arrivato il momento di agire prima che nell’indifferenza generale accada l’irreparabile”.

08 Giugno 2012

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