Malasanità. Nozzoli (Fadoi): “C’è molto scandalismo ma va comunque recuperata la fiducia”

Malasanità. Nozzoli (Fadoi): “C’è molto scandalismo ma va comunque recuperata la fiducia”

Malasanità. Nozzoli (Fadoi): “C’è molto scandalismo ma va comunque recuperata la fiducia”
I dati resi noti recentemente dalla Corte di Cassazione e dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori medici dimostrano l’inconsistenza delle accuse contro i sanitari accusati di malpractice. Ma il contenzioso cresce e per questo occorre recuperare il rapporto fiduciario con il paziente.

“I dati resi noti nei giorni scorsi indicano con chiarezza come dietro il fenomeno della cosiddetta malasanità si nasconda una grande voglia di scandalismo: tante denunce,  ma condanne in percentuali vicine allo 0%.
Una deriva pericolosa che possiamo contrastare solo aumentando gli investimenti sul rischio clinico in termini di risorse, formazione, organizzazione. Ma anche potenziando il rapporto fiduciario tra medico e paziente in collaborazione con le associazioni dei malati”.
È questo il commento di Carlo Nozzoli, Presidente nazionale Fadoi (medici internisti), ai dati emersi dallo studio della Corte di Cassazione sul fenomeno della malpractice e dalla relazione della Commissione parlamentare di’inchiesta sugli errori sanitari effettuata sui dati delle Procure italiane. Studi che inducono a rileggere con attenzione il fenomeno della malpractice.

Secondo la suprema Corte, negli ultimi dieci anni i contenziosi medico-paziente sono aumentati del 200%, ma non a causa dell’imperizia dei medici quanto per la maggiore sensibilizzazione dei pazienti ed anche per l’assunzione di comportamenti opportunistici dei soggetti coinvolti. Mentre la Relazione della Commissione parlamentare sugli errori sanitari ha presentato per la prima volta i dati sui procedimenti per lesioni colpose e omicidio colposo ascrivibili a personale sanitario in circa 90 Procure. È emerso che sono stati archiviati ben il 98,8% dei procedimenti per casi di lesione colposa e il 99,1% di quelli per omicidio colposo giunti a conclusione, con solo 2 condanne su 357 procedimenti.
“Questi dati – ha dichiarato Nozzoli – ci indicano la necessità di correggere il tiro sia sul fronte dell’organizzazione delle strutture ospedaliere sia su quello dei rapporti con i pazienti. Due aspetti sui quali gli internisti da tempo si stanno impegnando. Per quanto riguarda il tema del rischio clinico già da due anni abbiamo organizzato, in collaborazione con l’Iss e l’Università degli studi di Firenze e la libera Università degli studi di Castellanza, un master sulla clinical governace in medicina interna con una parte dedicata proprio alla gestione del rischio clinico con l’obiettivo di ridurre l’errore in medicina”.

Ma è sul rapporto con i pazienti che occorre focalizzare l’attenzione.“Questo significa – ha aggiunto Nozzoli – prestare attenzione a tutti quei fattori legati alla comunicazione, all’accoglienza e al trattamento del paziente ricoverato, sui quali persistono tuttora carenze e difficoltà organizzative che minano, in modo spesso determinante, la loro fiducia e soddisfazione, anche quando sono stati curati e assistiti adeguatamente dal punto di vista clinico”.
Per questo la Fadoi si è attivata stilando, in collaborazione con Cittadinanzattiva, una carta della qualità. Una sorta di decalogo dove sono riassunte le regole da seguire per trasformare un reparto ospedaliero in un’organizzazione capace non solo di curare, ma soprattutto di “prendersi cura” dei propri pazienti.
“Non si tratta solo di un suggerimento per i medici internisti – ha spiegato il presidente dei medici internisti – ma di un impegno concreto nei confronti dei cittadini per un servizio sempre migliore, nel rispetto del diritto all’informazione, alla sicurezza, all’appropriatezza, che aiuterebbe anche a frenare la voglia di contenzioso a tutti i costi da parte dei pazienti”.
 
Il decalogo Fadoi-Cittadinanzattiva
 
Ecco i punti salienti del decalogo per un ricovero a misura di paziente messo a punto da Fadoi e Cittadinanzattiva:
 

  1. Accoglienza.L’accoglienza in ospedale deve avvenire attraverso procedure e informazioni semplici e in grado di mettere il paziente a proprio agio.
  2. Informazione.Ogni paziente deve ricevere un esaustivo depliant sui servizi e le informazioni del reparto dove è ricoverato con nomi e recapiti telefonici dei responsabili.
  3. Il tuo tempo è prezioso.Garantire tempi brevi, al massimo tre ore dopo il ricovero, per lo svolgimento della prima visita medica.
  4. Chiarezza.Garantire il diritto ad avere informazioni chiare e comprensibili durante il ricovero che accompagnino ogni tappa del percorso di cura.
  5. Condivisione.Assicurare il coinvolgimento totale e consapevole del paziente nelle decisioni che riguardano la sua salute per arrivare a un pieno consenso di quanto verrà attuato.
  6. Mai soli.Garantire la presenza di una figura medica ben identificata a cui rivolgersi, che ascolti, informi e accompagni i pazienti e i suoi parenti.
  7. No al dolore.Garanzia del monitoraggio del dolore e di terapie adeguate per prevenire e alleviarne i sintomi.
  8. Vitto personalizzato.Diritto a scegliere diverse opzioni di menù (salvo diete obbligate) in base al proprio gusto o credo religioso.
  9. Dimissioni sicure.Informazioni puntuali all’atto delle dimissioni per assicurare al paziente tutte le indicazioni mediche e comportamentali opportune per un ritorno a casa in sicurezza.
  10. Il tuo giudizio vale.Presenza di un sistema anonimo e garantito per la raccolta delle valutazioni sulle cure e sull’accoglienza ricevute durante il ricovero.

30 Dicembre 2011

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