Parti cesarei. Anaao: “Altro che Nas, serve legge su responsabilità professionale”

Parti cesarei. Anaao: “Altro che Nas, serve legge su responsabilità professionale”

Parti cesarei. Anaao: “Altro che Nas, serve legge su responsabilità professionale”
Per contrastare la cresita dei cesarei non servono i Nas. Per Costantino Troise "ciò che serve è un deciso intervento legislativo che sottragga il  tema della responsabilità professionale dei medici, particolarmente sentito tra gli ostetrici, alla discrezionalità interpretativa di giudici tuttologi".

La crescita dei parti cesarei in Italia, con elevato gradiente nord-sud, non è una novità. Lo è – sostiene il Segretario Nazionale dell’Anaao Assomed, Costantino Troisel’idea di mandare i Nas a verificare l’inesistenza di abusi, come se i controlli fiscali potessero certificare l’appropriatezza dei comportamenti clinici ed organismi ispettivi sostituirsi all’autonomia professionale.

Il tasso di parti cesarei è da tempo in Italia il più alto d’Europa ed in alcune Regioni registra i livelli più alti al mondo. Ma, sebbene da tempo sia considerato un indicatore di efficienza, non risulta che qualche Regione abbia adottato provvedimenti finalizzati ad una inversione di rotta per cui non c’è da stupirsi che ogni statistica produca la solita liturgia di commenti e lacrime. Insomma, molte parole e zero fatti.

Ciò che serve – sostiene Troise – è un deciso intervento legislativo che sottragga il complesso e scivoloso tema della responsabilità professionale dei medici, particolarmente sentito tra gli ostetrici, alla discrezionalità interpretativa di giudici tuttologi aiutati da periti tuttologi, attraverso un diverso inquadramento del reato colposo in sanità che riporti serenità di giudizio in ambienti oggi preda della medicina difensiva. Ed il coraggio di azioni organizzative che assicurino l’esistenza solo di punti nascita dotati di ottimale dimensione organizzativa e dotazione organica.
 
L’Anaao Assomed torna a chiedere una decisa accelerazione dei disegni di legge sulla responsabilità professionale medica giacenti in Parlamento da anni e coraggio organizzativo e programmatorio delle Regioni che non possono sottrarsi all’obbligo costituzionale di garantire i Lea nascondendosi dietro il blocco del turnover ed i tagli dei finanziamenti.
 

13 Febbraio 2012

© Riproduzione riservata

Comparto Sanità Il nodo risorse frena il rinnovo del contratto 2025-2027. Aumenti medi di 240 euro al mese per gli infermieri. I sindacati: poche risorse.  Aran: “Cifre diffuse non corrispondono alla bozza”
Comparto Sanità Il nodo risorse frena il rinnovo del contratto 2025-2027. Aumenti medi di 240 euro al mese per gli infermieri. I sindacati: poche risorse. Aran: “Cifre diffuse non corrispondono alla bozza”

Prosegue il negoziato all'Aran per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale del comparto Sanità 2025-2027. L'incontro di oggi ha registrato alcuni avanzamenti sul testo, ma le principali organizzazioni sindacali continuano...

Esclusività dei medici. Aaroi-Emac: “No a modifiche unilaterali. Rischiamo medici gettonisti nel pubblico”
Esclusività dei medici. Aaroi-Emac: “No a modifiche unilaterali. Rischiamo medici gettonisti nel pubblico”

L'Aaroi-Emac esprime contrarietà all'emendamento 3.24 al disegno di legge delega sulla riforma delle professioni sanitarie, che propone di superare le incompatibilità previste dall'articolo 4, comma 7, della legge n. 412...

PSA. Filippini (Min. Salute): “Situazione in Toscana richiede attenzione. Rete IZS protagonista nel contrasto”
PSA. Filippini (Min. Salute): “Situazione in Toscana richiede attenzione. Rete IZS protagonista nel contrasto”

"L'aggravarsi della situazione della Peste Suina Africana in Toscana dimostra che l'attenzione su questa malattia deve rimanere alta. Al tempo stesso, è importante ribadire che la PSA non è una...

Farmacie pubbliche. Pieri (Assofarm): “È tempo del neomunicipalismo. Siamo pronti a guidare il cambiamento”
Farmacie pubbliche. Pieri (Assofarm): “È tempo del neomunicipalismo. Siamo pronti a guidare il cambiamento”

“In un’epoca in cui il welfare tradizionale appare drammaticamente frammentato, ridotto a una costellazione di bonus, interventi d’emergenza e logiche di welfare aziendale che faticano a ricomporre l’ordito della coesione...