Pronto soccorso. Simeu e Sigot: “Pazienti over 80 in crescita: sono il 12%. Servono percorsi ad hoc”

Pronto soccorso. Simeu e Sigot: “Pazienti over 80 in crescita: sono il 12%. Servono percorsi ad hoc”

Pronto soccorso. Simeu e Sigot: “Pazienti over 80 in crescita: sono il 12%. Servono percorsi ad hoc”
La Società della Medicina di Emergenza Urgenza insieme alla Società Italiana di Geriatria Ospedale e Territorio al lavoro con l’obiettivo di produrre un documento di indirizzo che, partendo da chiare evidenze scientifiche, declini i punti qualificanti che dovrebbero caratterizzare il percorso del paziente anziano dall’ingresso in Pronto Soccorso e in Ospedale fino alla dimissione.

I pazienti ultra ottantenni in Pronto Soccorso nel 2005 erano l’8% del totale degli accessi, nel 2015 avevano raggiunto il 12% e negli ultimi anni il trend si conferma in aumento. Il dato risulta dal monitoraggio del fenomeno condotto da SIMEU, Società della Medicina di Emergenza Urgenza, che insieme a SIGOT, Società Italiana di Geriatria Ospedale e Territorio, presta al problema un’attenzione particolare.
 
SIMEU e SIGOT stigmatizzano “eventuali tentazioni di confezionare, per le persone anziane, una sanità a diversa velocità che preveda, per esempio, strani “filtri” di accesso al pronto soccorso, del tutto diversi da quelli dedicati alla generalità della popolazione. Nella stragrande maggioranza dei casi gli accessi in Pronto Soccorso delle persone anziane non sono accessi inappropriati (che sono molto più frequenti nei giovani-adulti), ma richieste di salute a cui il Pronto Soccorso prima e i reparti di Geriatria poi dovrebbero dare la risposta più adeguata, nel più breve tempo possibile: dall’analisi dei codici di accesso emerge chiaramente che gli anziani in genere si rivolgono al Pronto Soccorso per patologie gravi, complesse e urgenti, le quali nella maggior parte dei casi giustificano il ricovero. Nel corso della successiva degenza ospedaliera, una metodologia assistenziale “dedicata”, come quella che viene operata nei reparti di Geriatria, è in grado di migliorare gli esiti clinici alla dimissione, come dimostrato da fortissime evidenze scientifiche internazionali. È necessario poi che alle cure del caso acuto in ospedale faccia seguito un percorso di cura sul territorio, che quindi deve attrezzarsi per facilitare la dimissione dagli ospedali di pazienti stabilizzati ma ancora bisognosi di cure”.
 
“L’ Italia è uno dei paesi più vecchi del mondo – dichiara Filippo Fimognari, presidente SIGOT – e con la crescita del numero assoluto di over 80, aumentano anche gli anziani malati e ‘fragili’, affetti da molteplici malattie croniche. Sono proprio questi i pazienti più a rischio di sviluppare peggioramenti acuti e imprevedibili, che spesso rendono indispensabile il ricorso a Ospedali moderni e attrezzati“.
 
“Gli anziani – sottolinea Francesco Rocco Pugliese, presidente SIMEU – meritano sempre un’attenta osservazione di Pronto Soccorso, che consenta ai medici dell’emergenza di assumere decisioni cliniche ben ponderate, spesso molto impegnative”.
 
Le due società scientifiche hanno costituito un gruppo di lavoro congiunto SIGOT-SIMEU, che sta lavorando da alcuni mesi con l’obiettivo di produrre un documento di indirizzo che, partendo da chiare evidenze scientifiche, declini i punti qualificanti che dovrebbero caratterizzare il percorso del paziente anziano dall’ingresso in Pronto Soccorso e in Ospedale fino alla dimissione, con il presupposto che il ricorso dei pazienti anziani ai servizi di emergenza-urgenza è quasi sempre appropriato e legittimo.

08 Ottobre 2018

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