Questione lavoro in sanità. Gigli (Fesmed): “E’ necessario un passo indietro della politica”

Questione lavoro in sanità. Gigli (Fesmed): “E’ necessario un passo indietro della politica”

Questione lavoro in sanità. Gigli (Fesmed): “E’ necessario un passo indietro della politica”
Serve, altresì, l’introduzione di un sistema decisionale e di controllo più diffuso ed incisivo. Concordo con Cavicchi sull'analisi del problema, ma non voglio commentare le sue proposte, quanto soffermarmi sul presupposto che le sottende. E mi chiedo, come si può ottenere questo passo indietro della politica quando tutti i segnali vanno nella direzione opposta?

Ho letto con interesse gli articoli che Ivan Cavicchi ha scritto sul lavoro in sanità e concordo sull’esistenza di una questione lavoro in sanità, che colpisce il malato, i medici disoccupati, i precari e per certi versi anche gli occupati, le cui retribuzioni sono ferme da tempo. Da qui l’inevitabile necessità di un cambiamento e l’affascinate proposta di fare in modo che, “se il lavoro produce risparmio per esempio riducendo sprechi e diseconomie”, allora “il risparmio prodotto retribuisca in parte chi lo ha reso possibile accrescendo nelle stesso tempo le possibilità occupazionali”.

Non voglio commentare le proposte avanzate da Ivan Cavicchi ma, soffermarmi sul presupposto che le sottende e che posso sintetizzare nella richiesta alla classe politica di fare un passo indietro. Infatti, se vogliamo che l’operatore sia uno “shareholder”, come sostiene Cavicchi, “per forza di cose dovremmo avere una azienda a management diffuso cioè il management dovrà essere distribuito ovviamente in modo diverso e con pesi diversi, tra direttori generali e operatori”. Tuttavia, mi chiedo, come si può ottenere questo passo indietro della politica quando tutti i segnali vanno nella direzione opposta?

I direttori generali continuano a distribuire gli incarichi direttivi sulla base dell’appartenenza, il merito non viene premiato anzi, alla scadenza di un incarico di livello dirigenziale, anche in assenza di una valutazione negativa, il direttore generale può degradare il dirigente ad un incarico inferiore. Di recente, il decreto Renzi-Madia ha introdotto per le domande di trasferimento, anche la necessità dell’assenso preventivo dell'amministrazione di appartenenza, accrescendo il potere delle Aziende sino al punto di considerare il dirigente medico alla stregua di una proprietà aziendale.
L’affannosa ricerca degli sprechi da eliminare, da parte del Governo, non ha mai preso in considerazione di abbattere i costi della medicina difensiva, attraverso l’approvazione di una legge sul contenzioso sanitario che riporti armonia nel rapporto fra medico e paziente, coniugando risparmio e qualità nelle cure.

Ivan Cavicchi è troppo esperto in questioni sanitarie per non sapere che la questione primaria è economica e che la riduzione dei finanziamenti alla sanità è solo un aspetto del problema. Per capire meglio cosa si nasconde dietro questa difesa del potere verticistico delle Aziende, dobbiamo riflettere maggiormente sui ripetuti richiami della Corte del Conti, in quasi tutte le Regioni, per denunziare le irregolarità dei bilanci in sanità, denunce che si concludono inevitabilmente con la costatazione che i soldi sono spariti ma non si sa chi li abbia presi.
Tutto questo ci conferma quanto sia importante un passo indietro della politica nella sanità e l’introduzione di un sistema decisionale e di controllo più diffuso ed incisivo. Ma, la politica ha la volontà di riformare se stessa? Questo Governo ha la forza per operare un simile cambiamento?

Carmine Gigli
Presidente Fesmed

Carmine Gigli

03 Novembre 2014

© Riproduzione riservata

Liste d’attesa. Boom di richieste al Numero Bianco dell’Associazione Luca Coscioni
Liste d’attesa. Boom di richieste al Numero Bianco dell’Associazione Luca Coscioni

Sono 150 le persone che nell'ultima settimana hanno contattato il Numero Bianco dell'Associazione Luca Coscioni per chiedere informazioni sui propri diritti in tema di liste d'attesa per visite ed esami...

Imputabilità dei minori. Neuropsichiatri Sinpia: “No agli automatismi, servono scienza e cura”
Imputabilità dei minori. Neuropsichiatri Sinpia: “No agli automatismi, servono scienza e cura”

La Società Italiana di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza (Sinpia) chiede che il dibattito sulla disciplina dell'imputabilità dei minori sia essere affrontato “con il massimo rigore scientifico, giuridico e culturale”, perché...

Pronto soccorso. La fuga dei medici non è solo italiana: in Canada 1 specialista su 10 lascia l’emergenza-urgenza per il burnout
Pronto soccorso. La fuga dei medici non è solo italiana: in Canada 1 specialista su 10 lascia l’emergenza-urgenza per il burnout

La fuga dei medici dal pronto soccorso non è un problema solo italiano. Anche il Canada deve fare i conti con un crescente abbandono della medicina d’urgenza, alimentato da burnout,...

Professioni sanitarie. Il 90% dei laureati giudica “efficace” il percorso di studi
Professioni sanitarie. Il 90% dei laureati giudica “efficace” il percorso di studi

Il mercato del lavoro premia le professioni sanitarie. A certificarlo è il XXVIII Rapporto annuale del Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea, che conferma un tasso di occupazione record pari all'87,9% a un...