Verso le elezioni. Le richieste degli infermieri alla politica: “Stipendi più alti, esclusività di rapporto, nuovo percorso universitario e riconoscimento delle competenze specialistiche

Verso le elezioni. Le richieste degli infermieri alla politica: “Stipendi più alti, esclusività di rapporto, nuovo percorso universitario e riconoscimento delle competenze specialistiche

Verso le elezioni. Le richieste degli infermieri alla politica: “Stipendi più alti, esclusività di rapporto, nuovo percorso universitario e riconoscimento delle competenze specialistiche
“La politica deve porsi obiettivi precisi: senza infermieri non c’è salute, l'Italia deve dimostrare di essere una nazione che investe sull'infermieristica, i cittadini non possono più aspettare”. Così la Fnopi in un documento inviato a tutte le forze politiche. Tra le richieste l’incremento della base contrattuale e il riconoscimento economico dell’esclusività delle professioni infermieristiche; il riconoscimento delle competenze specialistiche e l’evoluzione del percorso formativo universitario.

In vista delle prossime elezioni politiche la Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi) ha reso note le sue richieste alle forze politiche in un documento che pubblichiamo di seguito integralmente.

“Stiamo vivendo un momento storico che vede a rischio la sostenibilità del Sistema Sanitario Nazionale e la possibilità di garantire ai cittadini le risposte ai mutati bisogni di assistenza e salute con il rischio di disattendere quanto dichiarato e previsto dall’art. 32 della nostra Costituzione.

Il mutato quadro sociosanitario con le cronicità e il carico assistenziale che grava sulle famiglie e sulla popolazione in vigenza delle disposizioni normative e contrattuali che regolamentano la professione infermieristica non consentono agli infermieri di operare in modo appropriato per dare risposte adeguate ai bisogni che l’intero Paese chiede, né quantitativamente né qualitativamente.

La professione infermieristica sta perdendo di attrattività, i posti messi a bando dalle Università non vengono saturati. Il numero di infermieri richiesti oggi sul territorio non risponde ai numeri di cui oggi l’Italia dispone anche rispetto ai rapporti previsti dalle analisi provenienti da OCSE/OECD.  
Le cause di quanto sopra sono imputate anche ad un mancato riconoscimento valoriale ed economico della professione infermieristica e il sistema non riconosce uno sviluppo di carriera né percorsi formativi accademici post base che valorizzino appieno la professionalità e le competenze degli infermieri in Italia. 

Le proposte normative  

1) Incremento base contrattuale e riconoscimento economico dell’esclusività delle professioni infermieristiche
Sostenere modifiche normative per il riconoscimento contrattuale/economico/giuridico delle professioni infermieristiche attraverso:  
– La valorizzazione della voce contrattuale definita indennità di specificità infermieristica, voce stipendiale istituita dalla Legge n. 178 del 30 dicembre 2020, legata a specifica disposizione legislativa e già individuata contrattualmente, con la previsione di un incremento del 30%.   
– Riconoscimento economico dell’esclusività per gli infermieri che lavorano sia in ambito clinico che per gli infermieri con ruolo di Dirigenza manageriale all’interno dei servizi organizzativi nelle strutture pubbliche e private convenzionate, superando i vincoli del D.lgs. n. 165/2001  o in alternativa consentire l’esercizio della libera professione extramoenia in deroga a quanto previsto dalla normativa vigente che impedisce il cumulo degli impieghi comprendendo anche gli infermieri alle dipendenze delle strutture private.   

2) Riconoscimento delle competenze specialistiche
– Inserimento all’interno dei L.E.A. della branca specialistica assistenziale per uniformare la codifica delle prestazioni sanitarie a livello Regionale e Ministeriale.  
– Oggi tutte le prestazioni assistenziali specialistiche pur essendo declinate nel nomenclatore nazionale non riconoscono le competenze specialistiche e non vengono attribuite agli infermieri (es. Wound Care, Management accessi vascolari, Stomaterapia, interventi di educazione sanitaria e aderenza terapeutica etc.).   
– Autorizzare la possibilità di prescrivere alcune categorie di farmaci e ausili/presidi, come strumento per l’applicazione delle competenze specialistiche, che rientrano nella sfera di conoscenza e competenza infermieristica come già accade in diversi Paesi europei e che rendono l’Italia un paese inadempiente rispetto alla libera circolazione dei professionisti in Europa come definito dalla direttiva 2013/55/UE.
– Riconoscimento della figura dell’Infermiere di Famiglia e di Comunità quale professionista responsabile dei processi infermieristici in ambito famigliare e comunitario.

3) Evoluzione del percorso formativo universitario 
– Valorizzare la formazione infermieristica all’interno delle università attraverso il superamento delle disposizioni contenute nell’art. 6, comma 3 del D.Lgs. n. 502/92.
– Completare il percorso di formazione universitaria infermieristica con l’istituzione delle Lauree magistrali ad indirizzo clinico e delle Scuole di specializzazione.  
– Correlare strutturalmente i posti del corso di Laurea abilitante e delle lauree specialistiche adeguandole al fabbisogno del sistema salute.
– Finanziare il fondo previsto per sostenere la docenza universitaria e aumentare il numero dei professori MED/45 al fine di rendere qualitativamente sostenibile quanto sopra esposto (ad oggi il rapporto docente incardinato/studente è circa di 1:1.350)”.

31 Agosto 2022

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