Decreto Balduzzi. Quell’atto di indirizzo che vuole ‘ospedalizzare’ anche la medicina territoriale

Decreto Balduzzi. Quell’atto di indirizzo che vuole ‘ospedalizzare’ anche la medicina territoriale

Decreto Balduzzi. Quell’atto di indirizzo che vuole ‘ospedalizzare’ anche la medicina territoriale

Gentile Direttore,
sono un medico di Medicina Generale, operante in un paese in provincia di Latina, con meno di 10000 abitanti, e leggo con interesse e preoccupazione personale il dibattito di svariati politici e/o politologi sull'atto di indirizzo emanato sul decreto Balduzzi per la riorganizzazione della sanità territoriale. Sono molto preoccupato per il livore che nei commenti pongono coloro che, benpensanti, non sanno neanche lontanamente cosa sia la medicina del territorio e nello specifico la medicina generale.


 


Lungi da me spiegare all'ex ministro, sempre avvocato ed ora deputato, Renato Balduzzi, e a Roberto Polillo che tanto si prodigano a spiegare che i medici di medicina generale sonno corporativisti e tendono a mantenere i privilegi (?) acquisiti, la qualità dell'assistenza erogata da tanti MMG che non hanno, come in città, ospedali a portata di mano, ma che devono esercitare l’arte sanitaria tanto vituperata, a proprio rischio e pericolo professionale, personale e sociale. Non ci si nasconde dietro al rapporto di fiducia medico/paziente, perché quel rapporto esiste, e se chi scrive non lo riconosce, vuol dire che non ne ha avuto bisogno perché in salute, ma nel panorama sempre più impersonale della medicina globale, digitalizzata, super tecnologica come quella ospedaliera ed universitaria, l'unica luce del paziente è il proprio medico "di fiducia ".


 


L' errore di impostazione che contesto al riformatore, che ignora la realtà della sanità, è che vuole Ospedalizzare anche la Medicina generale, rinchiudendola dentro aggregazioni simil ospedaliere o ambulatoriali (aft o uccp), impersonali e inefficienti come lo sono tanti ospedali. Si continua con la politica ‘ospedalocentrica’ che è stata il disastro economico della nostra sanità, ricreandola in scala ridotta sul territorio! A parole si dice di voler aumentare l'offerta sanitaria sul territorio ma di fatto si cerca di piazzare qualche ospedaliero in periferia, in esubero (?) nell'ospedale, e perseguire l’unico scopo di risparmiare sulla spesa sanitaria, politica cieca e senza senso! Se la spesa ospedaliera è quella che purtroppo continua ad incidere di più non è perché le malattie c'è le inventiamo, ma perché tante non sono più filtrate ed intercettate in tempo dalla medicina del territorio, che in tutti questi anni ha perso finanziamenti e strutture, ed altre ne perderà con il decreto Balduzzi. E la spesa sanitaria aumenterà!

Un'ultima cosa sul corporativismo: è una bella battuta e fa anche molto male, perché non solo non lo siamo, perché in tutti questi ultimi anni, almeno dieci, abbiamo perso tutto e dico almeno il 50% del nostro stipendio e ruolo sociale, senza avere né malattia né ferie, e continuando a tenere aperti i nostri studi, da noi pagati e gestiti, front office dello stato su tutto il territorio nazionale, come si dice, anche dove manca la caserma dei carabinieri!
 
Dr. Aristide Iacotucci
Medico di medicina generale
Consigliere provinciale Direttivo Fimmg Latina 

23 Dicembre 2013

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