Formazione specialistica. La competenza non viene dal pezzo di carta ma dal lavoro sul campo

Formazione specialistica. La competenza non viene dal pezzo di carta ma dal lavoro sul campo

Formazione specialistica. La competenza non viene dal pezzo di carta ma dal lavoro sul campo

Gentile direttore,
ritorno ancora sull'argomento della formazione medica specialistica perché la nota della CRUI lo impone e l'intervento degli amici di FederSpecializzandi, che ho contribuito a fondare, richiede alcuni chiarimenti. Il gran rumore degli universitari è ormai un riflesso pavloviano. Ogni volta che si propone di demolire il moloch della loro autoreferenzialità, ormai nota a tutti in sanità, salgono alte le grida sui rischi di impoverire la formazione e abbassare gli standard.

Non basta però scrivere sui decreti ministeriali gli standard e le attività professionalizzanti perché queste siano automaticamente rispettate. Sono esattamente ventuno anni che esistono norme che prevedono le tipologie di attività e i relativi numeri ma sono puntualmente disattese, quando non ignorate. L'osservatorio nazionale previsto dal D.Lgs 368/99 è nato dopo anni di attesa e funziona a singhiozzo, gli osservatori regionali sono inesistenti anche se mai formalmente abrogati. E' chiaro che ogni momento di verifica in presenza di terzi (il SSN è terzo rispetto all'Università, se non fosse chiaro) è visto come un'indebita intromissione in un campo che è considerato mission esclusiva dell'accademia, quasi che i depositari dell'insegnamento fossero solo i professori. Ovviamente va da sé che gli stessi non possono esercitare in autonomia il loro mandato di formatori se non dirigendo strutture complesse possibilmente anche al di fuori delle Aziende ospedaliero-universitarie.
 
La nota fame di poltrone è arrivata al punto che in certe aziende si regalano posti di Direttore ad universitari sfornati ad hoc o esterni per poter avere gli specializzandi, in barba a convenzioni e norme vecchie di decenni. Sempre che ovviamente i neoprofessori/direttori siano nelle grazie dei direttori delle scuole, perché altrimenti di specializzandi neppure l'ombra! Quindi la tanto decantata rete formativa è solo una farsa: i medici in formazione sono ben incatenati nei reparti universitari.

Riguardo alle competenze di cui tanto si preoccupa FederSpecializzandi, da sempre terrorizzata che un laureato trentenne possa essere, almeno in parte, definito lavoratore per quanto in formazione, bene ha fatto Fabio de Iaco di SIMEU a ricordare l'esempio della Medicina d'Urgenza. Se si avesse la pazienza di scorrere l'elenco dei Direttori delle scuole lombarde si scoprirebbe che nessuno di loro lavora o ha mai lavorato in Pronto Soccorso. Anni fa in una sede si giunse al punto di mettere alla direzione della scuola un endocrinologo. In un'altra sede a dirigere Anestesia c'era un chirurgo. Potrei andare avanti all'infinito. Quindi chi trasmette competenze a questi specializzandi? In quale rete formativa sono inseriti? Più in generale come è possibile formare adeguatamente gli specializzandi quando esistono ospedali universitari che ne "possiedono" 400 raddoppiando in tal modo la forza lavoro, ovviamente senza poter dire che questi medici lavorano?

Tutto ciò per dire che non serve urlare le proprie prerogative di insegnamento se non sono corroborate da numeri, perché nel moderno mondo sanitario la competenza non viene dallo stato giuridico o dal pezzo di carta ma dal lavoro di ogni giorno sul campo.


 


Stefano Magnone


Referente Anaao Lombardia per i Rapporti SSN-Università

12 Aprile 2016

© Riproduzione riservata

I due volti della sofferenza, di chi la vive e di chi la cura. Il nostro appello alle istituzioni e ai cittadini
I due volti della sofferenza, di chi la vive e di chi la cura. Il nostro appello alle istituzioni e ai cittadini

Gentile Direttore, la sofferenza ha sempre due volti. C'è quella che si legge negli occhi di chi è malato, e c'è quella, più silenziosa, negli occhi di chi lo cura,...

Lombardia. Alloggi a canone calmierato per il personale sanitario: accordo tra Asst Lariana e Aler
Lombardia. Alloggi a canone calmierato per il personale sanitario: accordo tra Asst Lariana e Aler

Quattordici alloggi a canone calmierato per aiutare il personale sanitario a trovare casa nel territorio comasco. È questo l’obiettivo dell’accordo sottoscritto da Asst Lariana e Aler Varese, Como, Monza Brianza...

I dati Agenas sui tempi di attesa sono privi di senso e fuorvianti
I dati Agenas sui tempi di attesa sono privi di senso e fuorvianti

Gentile direttore, questa lettera ha il pregio di essere brevissima. I dati Agenas sui tempi di attesa che compaiono questa mattina qui su Qs sono privi di senso. Fino a...

Niguarda condannato per le condizioni di lavoro degli infermieri, Fials Milano: “Da tempo denunciamo”
Niguarda condannato per le condizioni di lavoro degli infermieri, Fials Milano: “Da tempo denunciamo”

“Quattro infermieri nei turni pomeridiani e notturni per un reparto di 36 posti letto, di cui 12 ad alta intensità assistenziale, assenza di operatori sociosanitari durante la notte, riposi ripetutamente...