Gli infermieri, la sanità laziale e il lavoro che non c’è più

Gli infermieri, la sanità laziale e il lavoro che non c’è più

Gli infermieri, la sanità laziale e il lavoro che non c’è più

Gentile direttore,
sono un’infermiera in “esilio” obbligato dalla “malata” sanità laziale. Sono una dei tanti infermieri costretti a lasciare le proprie realtà dove il lavoro per noi, nonostante quello che si, non c’è! Sono stufa di accendere la Tv o leggere sui giornali che c’è bisogno di infermieri. Forse questo era vero 10 anni fa. Esemplare è la risposta di una delle cooperative che dovrebbero darci lavoro: “La torta è grande e le fette sono già tutte prese”. Come siano state prese non si sa, dato che nel presentare domanda di lavoro (sempre in una di queste cooperative) mi è stato chiesto: “Ma a lei chi la manda?”. La mia laurea con 110 e lode e un master in area critica, ecco chi! 
 
Siamo stufi che si chiudano gli occhi sulla nostra situazione, che s’ignori il fatto che sulla nostra professionalità lucrino dubbie cooperative, o peggio, dubbie assunzioni nel pubblico… Addirittura infermieri abusivi!
 
È incredibile che si taccia sulla tragedia che vivono i nostri colleghi dell’Idi e di molti altri in varie strutture, o che si indichino concorsi “fantasma” (sappiamo bene il motivo). È ingiusto lucrare sulle nostre aspettative di lavoro. Se si presta attenzione al numero dei partecipanti ai nostri concorsi, si noterà che si sfiorano cifre simili a quelle dei concorsi per entrare in polizia o nei carabinieri, con la differenza che gli infermieri assunti saranno al massimo quattro!
 
Questo sfogo non vuole avere la pretesa di sbloccare chissà quale possibilità lavorativa, visti i tempi di crisi che viviamo, ma mira a evidenziare la realtà: la discrepanza di cure tra nord e sud, alla quale noi come infermieri non possiamo essere indifferenti ed è bene che si sappia! Siamo scoraggiati, amareggiati e ci troviamo spesso ad andare a lavorare in varie zone d’Italia o d’Europa (dove forse siamo più apprezzati), ma appena riusciremo a radunarci e a farci forza a vicenda, grazie a diverse iniziative sui social network (in particolare infermieri disoccupati e/o precari), non potrete più ignorarci. 
 
Quello che riecheggia nei nostri animi è il suono “ Libera lo stiamo perdendo”. Stiamo perdendo la qualità, l’anima, la professionalità e l’efficacia del nostro meraviglioso sistema sanitario nazionale tanto invidiato al mondo. 
 
Non è possibile trovare “la ricetta ai mali” quando già si ha un’aspettativa di guarigione nulla! Prendiamo in mano la situazione quando ancora è curabile! 
 
E’ tempo di alzare la testa e farci sentire, dateci la possibilità di farci sentire per tutelare la nostra categoria e tutti voi che venite assistiti!
 
 
Daniela Ceccarelli
 
Infermiere

29 Maggio 2013

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