I ginecologi, Balduzzi e quell’accusa di corporativismo

I ginecologi, Balduzzi e quell’accusa di corporativismo

I ginecologi, Balduzzi e quell’accusa di corporativismo

Gentile direttore,
spiace che il ministro della Salute Renato Balduzzi, durante la trasmissione radiofonica Rai “Radio Anch’io” di qualche giorno fa, si sia espresso sullo sciopero dei medici dei punti nascita dicendo: “mi è sembrato un po’ venato da corporativismo”. Forse è rimasto troppo sorpreso dalla grande manifestazione di adesione allo sciopero. Probabilmente, non si aspettava che i ginecologi, normalmente poco propensi a scioperare, aderissero in maniera così massiccia per sostenere le loro richieste.
 
Preoccupa invece il fatto che, dopo che gli sono state illustarte di persona le problematiche della categoria e dopo che gli sono state ribadite da oltre 5000 medici ed ostetriche, che hanno manifestato il loro dissenso per la situazione attuale, il Ministro della salute si ostini a tener separata la questione dei Tagli Cesarei dagli altri problemi e rimanga ancorato all’idea che la legge, che porta il suo nome, renda “più sereno il lavoro dei professionisti sanitari”.
 
Non è vero! Non siamo dello stesso parere e per questo chiediamo ai partiti politici di inserire nei rispettivi programmi elettorali, per le prossime elezioni politiche, i seguenti problemi:
– la messa in sicurezza dei punti nascita in tutto il territorio nazionale;
– il problema del contenzioso medico-legale in campo sanitario, avanzando proposte per il suo superamento da adottare immediatamente dopo la formazione del nuovo Governo.
 
Non vogliamo che madri e neonati corrano i rischi dovuti alla mancata messa a norma dei punti nascita, come previsto dall’accordo Stato/Regioni del 16 dicembre 2010. In molti punti nascita si continua lavorare in regime di pronta disponibilità, senza le dovute garanzie di pronto intervento medico a salvaguardia della madre e del bambino.
Durante lo sciopero abbiamo gridato:
BASTA alla “medicina difensiva”, che ostacola la formazione, blocca l’innovazione, non fa progredire la scienza medica e tutti ne paghiamo le conseguenze.
BASTA alle polizze assicurative che ci succhiano il sangue e non danno serenità.
BASTA con gli avvocati avidi e i periti capziosi.
BASTA alle sentenze che giudicano il medico sempre responsabile, persino delle anomalie congenite.
 
Non è nostra intenzione sottrarre degli strumenti di tutela ai cittadini realmente vittime di errori sanitari e la nostra lotta proseguirà nell’interesse dei cittadini onesti, del SSN e dei medici.
 
Dr. Carmine Gigli
Presidente FESMED
 

15 Febbraio 2013

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