In caso di scarsità di mezzi è giusto assistere prima chi è vaccinato

In caso di scarsità di mezzi è giusto assistere prima chi è vaccinato

In caso di scarsità di mezzi è giusto assistere prima chi è vaccinato

Gentile Direttore,
ritengo condivisibile il documento della Consulta di Bioetica “Covid. Vaccinati e no vax. A chi dare priorità in caso di emergenza?” In caso di situazioni limite di triage – per insufficienza di mezzi di soccorso e di cura, a fronte di un numero maggiore di aventi bisogno – in situazioni drammatiche, in cui non c’è possibilità effettiva di soccorrere e curare tutti, deve valere il principio etico del favor vitae, volto a dare la precedenza a chi dai mezzi ancora disponibili può trarre il maggiore e più coerente beneficio di vita per sé e per gli altri. È questo un criterio etico, frutto di un discernimento prudenziale, rivolto a vagliare circostanze e possibilità.
 
Criterio peraltro applicato in altri campi, come nella decisione delle precedenze al Pronto Soccorso e nell’assegnazione di organi per trapianti. Qui non c’è discriminazione di persone, ma valutazione del bene migliore possibile. Non può valere il principio fisico (e pilatesco) del first come, first served: criterio impersonale e indifferente, privo di ponderazione morale. Tanto meno una soluzione affidata al caso.
 
Venendo ai due casi esemplificati, il favor vitae induce a soccorrere per primo il vigile del fuoco che si è ferito nel compimento del proprio dovere di mettere in salvo vite altrui; rispetto a chi ha scelto di praticare sport estremi, esponendosi consapevolmente a rischi anche gravi per la propria salute.
 
Nel secondo caso il favor vitae – stante il comprovato valore profilattico dei vaccini, nel prevenire i pericoli per la salute e le più gravi conseguenze del contagio da Covis 19 – induce a curare per primo chi ha scelto di vaccinarsi a protezione della salute propria altrui; rispetto a chi ha scelto di non farlo, correndo volontariamente il rischio anche letale di ammalarsi e d’infettare altri.
 
Mauro Cozzoli
Professore di Teologia Morale nella Pontificia Università Lateranense e nell’Accademia Alfonsiana in Roma, Docente al Master di Bioetica dell’Università di Torino, Assistente spirituale dei medici di Roma

20 Gennaio 2022

© Riproduzione riservata

“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.
“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.

Gentile direttore, la Regione Liguria, non si sa ancora quanto efficacemente, ha fatto un manifesto in cui campeggia a grandi lettere maiuscole la scritta ”Hai la diarrea? Vai alla Casa...

In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto
In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto

Gentile Direttore, nel dibattito che accompagna il rinnovo del contratto della sanità pubblica torna con insistenza una tesi che merita qualche riflessione: quella secondo cui il riconoscimento economico delle specificità...

L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna
L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna

Gentile Direttore, la gestione dello skill mix, il benessere organizzativo e la sicurezza delle cure non si autogestiscono. Destrutturare la figura strategica del coordinatore è una deriva disfunzionale che mina...

Il contratto della sanità e i frutti avvelenati del neocorporativismo
Il contratto della sanità e i frutti avvelenati del neocorporativismo

Gentile Direttore, le differenze retributive tra infermieri, tecnici sanitari, OSS e personale amministrativo non nascono con l’ultimo CCNL. Sono il risultato di anni di interventi legislativi disorganici e settoriali, sollecitati...