In FVG serve un nuovo Piano dell’Emergenza, ma definito con i professionisti

In FVG serve un nuovo Piano dell’Emergenza, ma definito con i professionisti

In FVG serve un nuovo Piano dell’Emergenza, ma definito con i professionisti

Gentile Direttore,
sin dal 2015 il sindacato dei medici e dirigenti sanitari Anaao Assomed del Friuli Venezia Giulia, del quale allora ero Segretario regionale, si era espresso in modo fortemente critico sul Piano dell’Emergenza varato allora dalla Giunta Serracchiani, e tuttora vigente.

Allora era stata fatta un’analisi tecnica molto dettagliata, e le conclusioni, in sintesi, erano che si sarebbe rischiato di spendere di più per avere complessivamente di meno, quando invece si sarebbe potuta effettuare una buona manutenzione di un sistema già ben funzionante, individuando e correggendo eventuali carenze. A quanto previsto dal Piano si sono aggiunti nel 2017 due ulteriori elementi, anche questi fortemente criticati, non solo dall’Anaao, ma anche dalla Società Italiana Sistema 118: il NUE 112 secondo il modello della centrale “laica” e del doppio passaggio di chiamata, e la Centrale Unica regionale 118.

I sindacati medici ora segnalano con forza la necessità urgente di una nuova riforma, ritenendo il sistema in atto “fallimentare”, per carenze di programmazione, coordinamento, organizzazione, personale e mezzi.

Il sistema attuale sta sempre più avvicinando le funzioni delle Centrale operativa regionale a quelle di un centralino, facendo perdere i contenuti sanitari, il collegamento con i territori e con il resto del sistema 118 che opera sul campo. Una “cattedrale nel deserto”. 

I sindacati dei medici chiedono che l’organizzazione e l’operatività siano affidate alle Aziende sanitarie e quindi riportate ai rispettivi ambiti territoriali e nei Dipartimenti di Emergenza, integrando efficacemente emergenza intra ed extraospedaliera, ovviamente nel contesto di una regia regionale. 
Nell’ambito dell’emergenza vi sono diversi altri aspetti da affrontare, fra i quali il ruolo e le funzioni degli ospedali hub e di quelli spoke, il numero, le caratteristiche e la distribuzione dei mezzi di soccorso, le attribuzioni di competenze e responsabilità (“chi fa che cosa”), l’informatizzazione del sistema, una valutazione realistica dei costi.

Ma per fare tutto questo è necessario che il nuovo Piano dell’Emergenza sia definito insieme ai professionisti che lavorano nel Servizio sanitario regionale, e non solo presentato a cose fatte e magari con ampia risonanza mediatica, alle organizzazioni sindacali, o ad alcune di queste. 
Se si vuole veramente offrire alle persone il servizio a cui hanno diritto, non deve più succedere che, come paventano i medici, sia qualche funzionario regionale chiuso nella sua stanza a riscrivere il Piano dell’Emergenza.

Laura Stabile
Senatrice di Forza Italia

15 Aprile 2022

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