Infermiera-prostituta/2.  Non basta una lettera di scuse

Infermiera-prostituta/2.  Non basta una lettera di scuse

Infermiera-prostituta/2.  Non basta una lettera di scuse

Gentile Direttore,
non credo che la dottoressa Francesca Giusti vi conosca o segua da molto, ma questa non è certo un’accusa. Se lo farà, comprenderà che siete assolutamente consapevoli del peso di questa Professione che troppo spesso però sceglie un basso profilo, quasi schivo.
 
Personalmente, ma naturalmente la mia è solo una privata opinione, che esprimo da Infermiere e non da Presidente (per questo abbiamo i Consigli Nazionali, ordinari, straordinari ecc) non ho bisogno di una lettera di scuse da chi scrive certe cose per avere ancora pubblicità gratuita, ma di un sano dibattito processuale per palese, chiaro, evidente danno d’immagine e discredito a una Professione seria,la mia. E chiedendo rimborsi da girare – magari – quale contributo alle quote annuali di iscrizione per i  giovani non occupati, oggi un numero impressionante per tutti.
 
Non serve ricordare a Voi che siamo centrali nel sistema sanitario di questo Paese traballante, non sempre (dagli altri) descritti per ciò che è oggi un Infermiere: 24 ore su 24, sempre, ogni ora dell’anno, vicino a chi soffre, a chi nasce,a chi muore, a chi ha paura, e molto altro ancora.
Ovviamente non siamo i soli a farlo, ma in certe realtà, in alcune degenze, solo la nostra figura è sempre presente H 24 e questo sembra a volte troppo scontato, ma non lo dovrebbe essere.
 
Sono molto attento da anni alle notizie sui media che riguardano la mia categoria vuoi perché Infermiere, vuoi perché  Presidente provinciale del Collegio IPASVI spezzino; per questo ho il dovere di monitorare  eventuali anomalie, imprecisioni e le non poche assurde, palesi baggianate che vengono scritte su di noi.
 
A livello locale (io oltre non ho competenze) devo dire che, dopo anni difficili, oggi il rapporto con le testate cartacee -e soprattutto con quelle on line –è assai buono; le non rare confusioni di definizione (un ‘must’ era l’oss-operatore socio sanitario sempre definito Infermiere…)sono oggi controllate, e pressoché scomparse (parlo sempre del territorio del nostro contesto, La Spezia e Provincia).
 
Seguo ovviamente anche il resto del mondo giornalistico nazionale che ci coinvolge, o cita, o che ci segnala a vario titolo: e sono da tempo un Vostro convinto sostenitore perché quotidianosanita.it svolge una azione corretta nei confronti di ogni Professione Sanitaria,inclusa la mia, e i dibattiti recenti sui nuovi ‘profili’, sul caso dei Tecnici sanitari di radiologia toscani e del loro presunto abusivismo, sul ruolo dell’Infermiere del see and treat per citare solo pochissimi esempi a caso lo confermano.
 
 Grazie per tutto il Vostro lavoro, che apprezzo: proprio ieri abbiamo dato mandato al nostro webmaster, quale combinazione, di inserire il Vostro indirizzo nell’elenco dei links più interessanti al nostro sito ufficiale.
 
Francesco Falli
Presidente IPASVI la Spezia

19 Giugno 2013

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