L’omosessualità non è una malattia. Dopo la Sip, lo dicano le istituzioni

L’omosessualità non è una malattia. Dopo la Sip, lo dicano le istituzioni

L’omosessualità non è una malattia. Dopo la Sip, lo dicano le istituzioni

Gentile Direttore,
dobbiamo festeggiare! Abbiamo avuto per la prima volta nella storia una risposta ufficiale della SIP (Società Italiana di Psichiatria) sulla completa depatologizzazione dell’omosessualità e sull’accoglimento del documento 2016 della WPA (Associazione Mondiale Psichiatri) sui Diritti Sanitari delle persone Lgbt (Lesbiche, Gay, Bisex, Transgender, Questioning, Intersex ecc).

Il tutto nasce come risposta ad una nostra sollecitazione ed alle ultime dichiarazioni omofobe del Pontefice in veste di ricetta, per l’invio dei minori Lgbt dallo Psichiatra!  

La stampa in un primo momento in Italia aveva fatto passare l’intervista come palese apertura verso un dialogo proficuo sui figli omosessuali, ma poi, grazie alla rete internazionale Lgbt è emerso il video in tutto il suo sadico candore.

A questo punto abbiamo avuto reazioni diverse. C'è chi ha preferito vedere comunque il bicchiere mezzo pieno, ma noi di Amigay abbiamo subito deciso di chiedere formalmente ad Omceo, Parlamentari e Ministro della Salute, nonché ai vertici della Psichiatria Italiana, di prendere posizione e chiarire se davvero si debbano o si possano mandare i figli presso lo psichiatra perché Lgbt, dato che:

1)    Orientamento sessuale e Identità di genere, a differenza di quanto detto dal Pontefice e sostenuto dalla maggioranza delle religioni, sono innate e naturali secondo le ricerche scientifiche anche più avanzate.

2)    È invece l'omofobia familiare, sociale e sanitaria ad essere tra le principali cause, attraverso il Minority Stress, di aumento delle patologie ansioso-depressive, DCA, abuso di sostanze e suicidio tra gli adolescenti Lgbt.

3)    In Italia ancora non si è eliminata la diagnosi di Omosessualità egodistonica (ICD 9 CM), possibile dal 1990 (ICD 10), né sono state vietate le terapie riparative, come richiesto invece dal documento OMS del 1990 e ribadito in modo estensivo dalla Nota marzo 2016 della WPA.

4)    È vero solo per i minori Gender Variant che c'è bisogno di indagini e supporto psicologico, perché la maggior parte delle volte hanno confuso orientamento sessuale e identità di genere, per cui da adolescenti solo 1/10 persiste nel bisogno di cambiare sesso ed usare ormoni, come la Triptorelina.

5)    Esiste una nota completa del WPA (marzo 2016), che non è mai stata accolta in Italia, neanche dalla omologa ed affiliata SIP, sui Diritti Sanitari e in particolare psichici delle persone Lgbt.

6)    Le Terapie Riparative sono considerate inutili o dannose, se non ulteriori forme di tortura, ed aumentano a loro volta i problemi suddetti legati al Minority Stress, mentre è opportuno che il contesto sociale, familiare e sanitario imparino a supportare (con gioia e candore) il Coming Out dei minori ed adolescenti Lgbt. Il Coming Out e il supporto sociale sono il principale fattore protettivo contro le eventuali patologie ansioso-depressive e contro il rischio suicidario, riconosciute e dimostrate essere tali dalle metanalisi internazionali.

Ringraziamo quindi la SIP per il loro tempestivo comunicato, che entra nel merito e spiega che i minori Lgbt non hanno affatto bisogno di incontrare pertanto gli psichiatri, e attendiamo ulteriori risposte istituzionali nel merito.

Manlio Converti
Psichiatra
Presidente AMIGAY

30 Agosto 2018

© Riproduzione riservata

“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.
“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.

Gentile direttore, la Regione Liguria, non si sa ancora quanto efficacemente, ha fatto un manifesto in cui campeggia a grandi lettere maiuscole la scritta ”Hai la diarrea? Vai alla Casa...

In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto
In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto

Gentile Direttore, nel dibattito che accompagna il rinnovo del contratto della sanità pubblica torna con insistenza una tesi che merita qualche riflessione: quella secondo cui il riconoscimento economico delle specificità...

L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna
L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna

Gentile Direttore, la gestione dello skill mix, il benessere organizzativo e la sicurezza delle cure non si autogestiscono. Destrutturare la figura strategica del coordinatore è una deriva disfunzionale che mina...

Il contratto della sanità e i frutti avvelenati del neocorporativismo
Il contratto della sanità e i frutti avvelenati del neocorporativismo

Gentile Direttore, le differenze retributive tra infermieri, tecnici sanitari, OSS e personale amministrativo non nascono con l’ultimo CCNL. Sono il risultato di anni di interventi legislativi disorganici e settoriali, sollecitati...