Liste d’attesa. Anche ampliare le responsabilità dei Tsrm può contribuire a ridurle

Liste d’attesa. Anche ampliare le responsabilità dei Tsrm può contribuire a ridurle

Liste d’attesa. Anche ampliare le responsabilità dei Tsrm può contribuire a ridurle

Gentile Direttore,
mi rivolgo a Lei per portare alla Sua attenzione la mia esperienza professionale. Sono un Tecnico Sanitario di Radiologia Medica, in poche parole mi occupo della conduzione di radiografie, TAC e Risonanze Magnetiche, esami diagnostici per i quali i tempi di attesa oscillano da mesi a, in alcuni casi, anni. Nell’ambito radiologico, l’équipe è composta dal Tecnico Sanitario di Radiologia Medica (TSRM) e dal Medico Radiologo. Il problema delle liste d’attesa è profondamente radicato e richiede un impegno strutturale a lungo termine per essere affrontato in modo efficace.

Un antico proverbio contadino sottolinea la necessità di “fare il pane con la farina che si ha”. In questo contesto, è essenziale considerare l’Europa come modello positivo, dove sono stati istituiti percorsi magistrali clinico-abilitanti specifici per i Tecnici Sanitari di Radiologia Medica. In breve, oltre a svolgere gli esami, i Tecnici europei hanno anche la competenza di refertare.

In Italia, purtroppo, questa opportunità è assente. Nonostante il TSRM sia l’unica figura professionale autorizzata a eseguire esami come le ecografie, ci troviamo di fronte a tempi di attesa spaventosamente lunghi. Questa situazione è principalmente dovuta alla carenza di percorsi formativi adeguati. Anche laddove esistono iniziative formative, come i master in ecocardiografia, la realizzazione di ambulatori specifici in collaborazione con il TSRM risulta spesso insufficiente.

È imperativo che si investa nella creazione di percorsi formativi completi e mirati per i Tecnici Sanitari di Radiologia Medica, che includano la possibilità di refertare. Inoltre, è fondamentale promuovere la collaborazione tra TSRM e istituzioni sanitarie per sviluppare ambulatori dedicati, al fine di ridurre i tempi di attesa e migliorare l’accessibilità a servizi di diagnostica di alta qualità per i pazienti. Il superamento di queste sfide richiederà un impegno coordinato da parte delle autorità competenti e delle istituzioni formative, affinché il sistema sanitario italiano possa beneficiare appieno delle competenze e delle potenzialità dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica.

Oltre agli ambulatori infermieristici, come suggerito dalla FNOPi nella proposta “Ambulatori infermieristici per abbattere le liste d’attesa” “Ambulatori infermieristici per abbattere le liste d’attesa”. La proposta Fnopi – Quotidiano Sanità (quotidianosanita.it), riconoscere e valorizzare il ruolo del Tecnico Sanitario di Radiologia Medica (TSRM) potrebbe costituire un ulteriore passo avanti nella risoluzione del problema delle liste d’attesa. Investire nella formazione continua e nell’espansione delle responsabilità professionali del TSRM potrebbe rappresentare una soluzione pragmatica per affrontare la sfida delle liste d’attesa nell’area radiologica, assicurando nel contempo un utilizzo ottimale delle competenze disponibili nel settore sanitario.

Spero che queste considerazioni possano contribuire a una riflessione sulla necessità di affrontare il problema delle liste d’attesa nel settore radiologico, migliorando l’efficienza e garantendo un servizio di qualità ai pazienti.

Cav. Dott. Francesco Zangari
Presidente Commissione d’Albo dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica prov. di Brescia

22 Novembre 2023

© Riproduzione riservata

“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.
“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.

Gentile direttore, la Regione Liguria, non si sa ancora quanto efficacemente, ha fatto un manifesto in cui campeggia a grandi lettere maiuscole la scritta ”Hai la diarrea? Vai alla Casa...

In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto
In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto

Gentile Direttore, nel dibattito che accompagna il rinnovo del contratto della sanità pubblica torna con insistenza una tesi che merita qualche riflessione: quella secondo cui il riconoscimento economico delle specificità...

L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna
L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna

Gentile Direttore, la gestione dello skill mix, il benessere organizzativo e la sicurezza delle cure non si autogestiscono. Destrutturare la figura strategica del coordinatore è una deriva disfunzionale che mina...

Il contratto della sanità e i frutti avvelenati del neocorporativismo
Il contratto della sanità e i frutti avvelenati del neocorporativismo

Gentile Direttore, le differenze retributive tra infermieri, tecnici sanitari, OSS e personale amministrativo non nascono con l’ultimo CCNL. Sono il risultato di anni di interventi legislativi disorganici e settoriali, sollecitati...