Massofisioterapisti. Chiarimenti sul decreto 64 in regione Campania

Massofisioterapisti. Chiarimenti sul decreto 64 in regione Campania

Massofisioterapisti. Chiarimenti sul decreto 64 in regione Campania

Gentile direttore,
mi chiamo Roberto e sono un massofisioterapista triennale diplomato presso l’Istituto Enrico Fermi di Perugia. Vivo e lavoro, o meglio lavoravo, in Campania alle dipendenze di un centro privato convenzionato.

Il 10 ottobre 2011 la regione Campania, a firma del commissario ad acta Stefano Caldoro, ha elaborato e pubblicato un decreto commissariale n.64 che ha lo scopo di specificare le professioni di carattere riabilitativo di cui un centro privato convenzionato può avvalersi per svolgere attività riabilitativa, per le patologie semplici. Tra le professioni elencate, non risulta presente il massofisioterapista, ad oggi figura esistente e che rientra pienamente nel settore della riabilitazione.

Questa “mancanza” ha impropriamente creato una catena di licenziamenti, giustificati dalla mancata inclusione della nostra figura tra quelle previste nel suddetto decreto.

Lo stesso decreto, inoltre, ha abolito la riabilitazione a domicilio e per tutti quei pazienti impossibilitati a recarsi in un centro convenzionato è ad oggi praticamente impossibile fare fisioterapia, se non pagando molto di più un massofisioterapista o fisioterapista privato a casa. Secondo l’ignoranza dei titolari dei centri di riabilitazione, il massofisioterapista non sarebbe una figura idonea a poter lavorare nel convenzionato.

Mi rivolgo a voi per chiarire che così non è. Il massofisioterapista è formato ai sensi della legge 403/71 e svolge tutte le attività di massaggio e fisioterapia come previsto dal decreto ministeriale del 7 settembre 76 e del 17 febbraio n.105 del 1997. Sia nella legge istitutiva che nei due mansionari, è specificato che il massofisioterapista può lavorare nelle strutture provate ma anche in quelle pubbliche e una recente nota ministeriale a firma dott. Proia (dirigente del ministero della Salute), in risposta a un quesito posto dal Sindacato italiano dei massofisioterapisti (Simmas), conferma la normativa nazionale.

Anche se direttamente il decreto non colpisce i massofisioterapisti, indirettamente li colpisce in piano e nonostante le ripetute richieste di fare chiarezza alle varie Asl territoriali e agli stessi dirigenti sanitari, nulla è stato fatto sino ad oggi. A questo punto mi rivolgo ai dirigenti del ministero della Salute, al presidente della commissione Sanità della Campania, ai dirigenti del settore Fasce-deboli e al sub-commissario Morlacco per avere una risposta attraverso la vostra testata, così da correggere un grosso errore, probabilmente non previsto, ai danni di tanti professionisti che chiedono solo di poter continuare a lavorare.

Cordiali saluti

Roberto Migliaccio

16 Maggio 2012

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