Per noi medici  scadranno a breve i sei mesi di validità  della carta verde vaccinale. E poi che succede?

Per noi medici  scadranno a breve i sei mesi di validità  della carta verde vaccinale. E poi che succede?

Per noi medici  scadranno a breve i sei mesi di validità  della carta verde vaccinale. E poi che succede?

Gentile Direttore,
ho ricevuto la seconda dose di vaccino il 25 gennaio 2021 e, se non sbaglio il calcolo, il prossimo 24 luglio avrò compiuto i sei mesi dalla vaccinazione.
In quel fatidico giorno dovrebbe scadere anche l’istituendo lasciapassare del governo, la green card, il passaporto che dovrebbe consentirmi una meno restrittiva capacità di movimento sul territorio nazionale e forse l’accesso ad un ristorante, ad un cinema e magari, udite udite, addirittura ad un teatro.
 
Un teatro vero, uno di quelli col palcoscenico e coi posti a sedere. Un teatro o un cinema dove, anziché una chiusura indiscriminata come da un anno ad oggi, sarebbe stata pienamente soddisfatta la triade mascherine-disinfezione delle mani-distanziamento magari occupando un posto ogni tre-quattro liberi. Analogamente per i ristoranti: ma se un ristoratore può ospitare 100 clienti perché chiudere tutto anziché consentire di occupare il 30 o il 40% dei posti disponibili?
 
Non voglio però perdermi in elucubrazioni capaci di attirare su di me gli strali dei tanti guardiani della reclusione domiciliare. Chiedo semplicemente: cosa dovrò fare dal 24 luglio quando scadrà il semestre di “copertura vaccinale per uscire “a riveder le stelle” come Dante che non a caso colloca questo evento come ultimo verso dell’Inferno? Certo, coprifuoco permettendo visto che dalle ore 22 fino all’alba c’è il rischio, se non di essere passati per le armi, di essere avvistati da agenti con visori notturni, droni e satelliti, pronti ad identificare e sanzionare chi si dovesse azzardare ad uscire dalla propria abitazione.
 
Coprifuoco, termine da me tristemente appreso guardando i film della seconda guerra mondiale.
Coprifuoco, termine che ricorda la rimozione delle libertà ad opera della tirannia.
 
Dunque cosa dovrei fare? Un ulteriore vaccino? Va bene, ritiri dal mercato e disponibilità permettendo.
E se non ci saranno vaccini? Potrò restare in corsia a fare “il medico eroe” oppure dovrò essere considerato, mio malgrado, un reprobo, un incosciente, un malvagio, un licenziabile?
 
Il verde è un lasciapassare, è ciò che autorizza. Il semaforo verde ci autorizza a passare. Il passaporto verde voluto dal governo mi autorizzerebbe a sognare una spiaggia nostrana, un teatro, un ristorante, forse addirittura una palestra. Ma solo fino al 24 luglio prossimo venturo.
 
Verde è il colore della Speranza. Verde è anche il modo di intendere il portafoglio vuoto. Vuoto come quello di chi ha perso il lavoro e di quanti, pur avendo una attività, ad esempio nella ristorazione, non possono esercitarla. Verde però è anche il colore della rabbia.
 
Il tempo dell’attesa è finito. Anche ogni speranza sembra volgere al termine. L’Italia è il paese degli eccessi, oggi più che mai. E se provassimo a riaprire con regole certe e sanzioni a chi disattende le regole aggiungendo un posto a tavola manco fosse Garinei e Giovannini? Sempre meglio di questa lunga agonia fatta di chiusure indiscriminate e di coprifuoco dalle ore 22.
 
E visto che di aperitivi sui Navigli non se ne parla per ora, almeno smettiamola di berci il cervello. E troppo chiedere di pensare alle conseguenze concrete del passaporto verde a scadenza come lo yoghurt che peraltro, rebus sic stantibus, ad oggi non sarebbe nella disponibilità della popolazione giovanile che non può comunque accedere alla vaccinazione? Giovani due volte non presi in considerazione: no vaccino? non party nè parti.
 
Luciano Cifaldi
Oncologo, Segretario Cisl Medici Lazio
 

23 Aprile 2021

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