Riconoscimento osteopatia. I silenzi colpevoli di Lorenzin

Riconoscimento osteopatia. I silenzi colpevoli di Lorenzin

Riconoscimento osteopatia. I silenzi colpevoli di Lorenzin

Gentile direttore,
l’osteopata Chiara Arienti
 pretende di far passare l’idea che la categoria dei fisioterapisti che noi rappresentiamo, come Organizzazione Sindacale, metta ai primi posti i propri interessi piuttosto che il bene pubblico. Saremmo una casta, per usare le sue parole, “che crede di pensare alla salute del cittadino, ma in realtà rappresenta una professione in profonda crisi professionale e formativa, con scarse evidenze scientifiche a supporto del proprio lavoro clinico”.
 
Qui la chiudiamo, pregando la signora Arienti di fare un giro sulle evidenze scientifiche della riabilitazione polmonare. Giusto per citare.

Un’altra cosa ci preme però sottolineare del suo scritto dove sottolinea che: “il DDL Lorenzin (che all’art 4 introduce l’osteopata) è di origine governativa e il Ministero della Salute si è esposto più volte sulla volontà di riconoscere l’osteopatia come professione sanitaria autonoma, a cui chiedo di prendere una posizione ufficiale nei confronti di questo provvedimento che mina la democrazia di questo Paese”.

Lo chiediamo anche noi, stupiti del fatto che la Ministra abbia sempre taciuto quando la Presidente della Commissione XII del Senato, abdicando al suo ruolo di arbitro super partes, è scesa in campo, anche di recente, a fianco di una delle squadre in gioco.

Ci chiediamo come mai sia stata zitta quando, pur di ottenere il risultato, abbia avvallato, con il suo silenzio, l’aggiramento, fatto da tutta l’aula del Senato, dell’articolo 5 della legge 43/2006 che detta l’iter per istituire nuove professioni sanitarie. L’attuazione del quale non avrebbe sollevato le nostre motivate preoccupazioni.

Se poi la Camera aggiusterà il tiro, sulle storture introdotte dal Senato, non potrà che essere una cosa positiva. Purtroppo però, visti i rumors che danno per imminente la chiusura della legislatura, il tutto rischia di arenarsi su un binario morto.
 
La Segretaria nazionale Spif Ar 

01 Giugno 2017

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