Scuole specializzazione. Quando iscriversi diventa una scommessa

Scuole specializzazione. Quando iscriversi diventa una scommessa

Scuole specializzazione. Quando iscriversi diventa una scommessa

Gentile direttore,
dopo diversi mesi di incertezza e silenzio, rotto dalle sole voci delle associazioni di categoria che a più riprese hanno invocato una maggiore attenzione programmatica in vista del tanto sbandierato “accorciamento” della durata dei corsi di Formazione specialistica, in un tranquillo martedì di Marzo all’improvviso è scoppiata la tempesta.
 
Le Università, investite dalla nota n. 4616 del MIUR, avente per oggetto “Riordino Ordinamenti Didattici delle scuole di Specializzazione di area sanitaria. Predisposizione e avvio delle procedure informatizzate per l'adeguamento degli Ordinamenti didattici a.a. 2014-2015. Approvazione Ordinamenti – apertura della banca dati sull’offerta formativa – opzioni specializzandi”, istintivamente, e spesso disordinatamente, hanno riversato sui medici iscritti ai corsi di formazione specialistica il peso di una scelta nient’affatto scontata: optare o meno per il nuovo ordinamento didattico con durata abbreviata della Scuola di specializzazione.
 
Il tutto entro pochi, pochissimi giorni: i più fortunati avranno tempo fino al 2 Aprile, ma in alcune sedi la scadenza è stata fissata a Lunedì 30 marzo.
La scelta, come già detto, non è affatto scontata. Gli interessati ora si trovano improvvisamente davanti al bivio obbligato, a una scelta d’azzardo, vincolati alla scommessa “lascia o raddoppia”, tra dubbi di una formazione monca, la voglia di mettersi in gioco sul mercato del lavoro, pur contratto ed inaffidabile, e l’insicurezza di rinunciare ad un introito per tentare “il salto”. Quello che questi giovani Colleghi non potevano prevedere ed immaginare era di dover in realtà esercitare una non scelta, ovvero decidere se accorciare il loro percorso formativo, passando ad un nuovo ordinamento, di cui ad oggi non si sa assolutamente nulla.
 
Ma non è tutto: la scelta, infatti, una volta inseriti nel famigerato database, è irrevocabile.
Questa riforma ci ha visti discutere per mesi sull’opportunità, sull’effettivo impatto in termini economici, sull’opzionalità e sulla retroattività. Una commissione ministeriale ad hoc è stata riunita per discutere del riordino.
 
Ma alla fine quello che conta è fare cassa, perché per ogni specializzando che decide di “lasciare” un anno prima, si liberano preziose risorse economiche che potrebbero servire al finanziamento di nuovi contratti futuri. Così, in barba ad ogni logica, si chiede di esercitare un diritto, quello di scelta, senza essere nelle condizioni di farlo, non sapendo quanti interventi da primo operatore in più si dovranno fare nell’anno, o negli anni, che restano, quante e quali procedure invasive dovranno essere state eseguite almeno una volta perché quel titolo non sia solo un pezzo di carta. Ma siamo in Italia e sono convinto che tutto finirà, come al solito, a tarallucci e vino.
 
I tempi attuali, come si legge ovunque, stanno richiedendo sacrifici a tutte le categorie. I Medici non si sono mai tirati indietro né tantomeno lo faranno i giovani Medici. Se il futuro dei Colleghi che aspettano di accedere alla professione dipende anche dai risparmi legati a questa manovra, in modo da attivare più contratti grazie a quanti sceglieranno di sacrificare un pezzo del loro percorso formativo, bene, si proceda!
 
Ma questo modo così raffazzonato e frettoloso di fare le cose ci lascia sempre più attoniti ed esterrefatti. Scegliere il proprio futuro in 9 giorni scommettendo su due opzioni così nebulose non è facile! Eppure eravamo stati rassicurati più volte sul fatto che la riforma non avrebbe leso la qualità della formazione… ne siamo davvero sicuri?
 
I giovani Colleghi, non essendogli stato in alcun modo spiegato che cosa effettivamente cambierà scegliendo di “accorciare”, iniziano a sentire puzza di bruciato.
Bene esercitare l'opzione ora, ma si poteva e si doveva dare più tempo per la scelta definitiva! Scelta che in teoria doveva essere consapevole, ma che in pratica risulta essere l’ennesimo azzardo sulla formazione e sulla vita del giovane medico.
 
Matteo d’Arienzo
Coordinatore Regionale Emilia Romagna Settore Anaao Giovani 

26 Marzo 2015

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