Oss. Cgil, Cisl e Uil sollecitano incontro con Regioni e Governo per definizione profilo e formazione professionale

Oss. Cgil, Cisl e Uil sollecitano incontro con Regioni e Governo per definizione profilo e formazione professionale

Oss. Cgil, Cisl e Uil sollecitano incontro con Regioni e Governo per definizione profilo e formazione professionale
“Figure professionali come quella dell’OSS, che operano indistintamente sia nel settore pubblico che nel settore privato, .riteniamo non possano vedere una diversificazione e frammentazione nei percorsi formativi a livello regionale, rischiando di determinare un’assistenza diversa e un diverso utilizzo del personale”.

Cgil, Cisl e Uil funzione pubblica hanno scritto alle Regioni e al Ministero della Salute per sollecitare un incontro urgente per la revisione del profilo dell’Operatore Socio Sanitario.

I tre sindacati lamentano che all’ultimo incontro sul tema risalente al 30 gennaio scorso il confronto si è interrotto mentre è urgente riprendere in mano la problematica “anche alla luce dell’istituzione del Ruolo Socio Sanitario avvenuto lo scorso luglio 2021”.

Inoltre, scrivono i tre esponenti sindacali, bisogna anche tener conto delle “sollecitazioni che diverse Regioni stanno continuando a produrre in termini di un diverso utilizzo di tale figura, ma non in linea con l’attuale accordo Stato-Regioni, che produrrebbero una forte disomogeneità a livello nazionale”.

“Figure professionali come quella dell’OSS, che operano indistintamente sia nel settore pubblico che nel settore privato, in servizi strategici rivolti a garantire la risposta ai bisogni di salute dei cittadini – proseguono – riteniamo non possano vedere una diversificazione e frammentazione nei percorsi formativi a livello regionale, rischiando di determinare un’assistenza diversa e un diverso utilizzo del personale”.

In tal senso i sindacati ricordano a Regioni e Governo la loro proposta di modifica del percorso formativo, “che risponde all’esigenza di qualificare ulteriormente tale figura, ad ormai 21 anni dalla sua istituzione, superando l’accordo del 2001” e che vorrebbero poter discutere con la commissione salute delle Regioni in primis, “così da verificare le effettive possibilità di giungere alla definizione di una nuova figura che, in modo omogeneo sull’intero territorio nazionale, possa garantire una diversa e maggiore risposta ai bisogni dei cittadini”.

“Una nuova figura – concludono Michele Vannini, Marianna Ferruzzi e Salvatore Altieri – a cui legittimamente, nell’ambito dei percorsi di rinnovo dei diversi contratti sia pubblici che privati, andranno riconosciute le nuove competenze”.

22 Aprile 2022

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