Abruzzo. Impiantata protesi stampata in 3D per sostituire parte della scatola cranica di una donna

Abruzzo. Impiantata protesi stampata in 3D per sostituire parte della scatola cranica di una donna

Abruzzo. Impiantata protesi stampata in 3D per sostituire parte della scatola cranica di una donna
Messa in campo, a Chieti, una innovativa tecnica ricostruttiva per i tumori ossei del massiccio facciale. L’intervento su una donna di 40 anni. La protesi è stata realizzata in Germania sulla base di una Tac della paziente.

Alta chirurgia e innovazione tecnologica: è questo il mix messo in campo all’Ospedale “SS. Annunziata” di Chieti per curare una donna 40enne abruzzese colpita da un tumore osseo del distretto cranio-maxillo-facciale. Il caso (una neoformazione ossea neoplastica che si era sviluppata sulla teca cranica e nella regione orbitaria, con aderenze fino alla dura madre) è stato trattato a quattro mani dal chirurgo maxillo-facciale Lanfranco D’Archivio e dal neurochirurgo Vincenzo Magliani. “E’ stata messa in campo una tecnica chirurgica altamente innovativa, divisa in due fasi: nella prima è stata asportata la massa tumorale, mentre nella successiva è stata eseguita la ricostruzione con il posizionamento di una protesi personalizzata, progettata e realizzata digitalmente in 3D in materiale polichetonico (PEEK)”, spiega una nota dell’Asl Lanciano-Vasto Chieti.

“Questa veloce e sicura metodica chirurgica – prosegue la nota – rappresenta la nuova frontiera nel campo della chirurgia ricostruttiva successiva a quella demolitiva in oncochirurgia cranio-maxillo-facciale, e permette di superare la tecnica tradizionale, basata sull’impiego di materiale osseo prelevato da altri distretti anatomici del paziente, sicuramente più complessa, lunga e impegnativa nel decorso post operatorio”.

La realizzazione della protesi è avvenuta in Germania presso laboratori specializzati, che sulla base di una Tac della paziente hanno elaborato un modello tridimensionale della parte cranica affetta da tumore, e realizzato una protesi perfettamente sovrapponibile con l’area ossea oggetto dell’asportazione chirurgica. La progettazione avviene sui dati del malato estrapolati dalle immagini diagnostiche, così da realizzare un “pezzo” perfettamente compatibile con la parte da rimuovere chirurgicamente. La stampa in 3D, poi, permette di realizzare una protesi che va a incastrarsi, con precisione millimetrica, nel vuoto creato sulla superficie della scatola cranica.

“L’intervento – annunciano i vertici della Asl – è perfettamente riuscito e la paziente è tornata a casa in buone condizioni dopo pochi giorni di degenza nell’Unità Operativa di Chirurgia ad alta complessità Multidisciplinare del SS. Annunziata”.

“L’attività chirurgica intrapresa a Chieti vanta già una casistica significativa per una patologia rara come questa – sottolinea il chirurgo maxillo-facciale che è intervenuto sulla donna Lanfranco D’Archivio –, oltre alle altre tipologie di intervento, come quella sulle malformazioni del massiccio facciale, dei traumi e delle neoplasie dei tessuti molli del viso. E’ un’attività resa possibile dall’alto livello di specializzazione offerto dall’unità operativa Multidisciplinare, che permette a questo ospedale di affrontare con mezzi e professionalità di stampo “nordamericano” casi chirurgici complessi, come anche quelli delle neoplasie del rene e del pancreas. Una risposta efficace ai problemi di salute di tanti pazienti che hanno così la possibilità di curarsi in Abruzzo, evitando migrazioni, e per la nostra Azienda un punto di forza saldato al percorso di innovazione avviato ormai da tempo”.

17 Giugno 2015

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