All’Ospedale di Maggiore due bollini rosa grazie all’ampia offerta di servizi alle donne

All’Ospedale di Maggiore due bollini rosa grazie all’ampia offerta di servizi alle donne

All’Ospedale di Maggiore due bollini rosa grazie all’ampia offerta di servizi alle donne
La rilevazione di Onda ha premiato, inoltre, l’appropriatezza dei percorsi diagnostico terapeutico assistenziali.  Al riconoscimento ha contribuito anche la disponibilità di documentazione informativa multilingue, dei servizi di mediazione culturale e di assistenza sociale, e di diete personalizzate per le pazienti, tanto per ragioni cliniche che religiose. 

Sempre più a misura di donna l’Ospedale Maggiore, premiato per il secondo biennio consecutivo da Onda, l’Osservatorio nazionale sulla salute della donna, con due bollini rosa che ne testimoniano l’attenzione nella promozione e tutela della salute delle donne. I bollini rosa di Onda hanno premiato la struttura per l’ampia offerta di servizi dedicati alle donne, dall’accoglienza e tutela della loro dignità, alla cura delle principali patologie femminili, oltre che per l’appropriatezza dei percorsi diagnostico terapeutico assistenziali. 

Un riconoscimento che conferma, tra l’altro, l’impegno della Maternità del Maggiore, all’interno della quale Onda ha individuato una serie di buone pratiche, come il Percorso Nascita, che integra le competenze dell’Ospedale con l’offerta di cure sul territorio, il ruolo autonomo dell’ostetrica nell’assistenza alla gravidanza e al parto fisiologico, la presenza dell’ambulatorio per il sostegno e la promozione dell’allattamento al seno e di quello dedicato alla manovra, delicata, di rivolgimento del feto podalico.

La Maternità del Maggiore, diretta da Giorgio Scagliarini, nel 2014 ha assistito 3.188 parti (fonte Cedap, Regione Emilia-Romagna, 2014), con un ricorso al taglio cesareo primario nel 17,7% dei casi, percentuale inferiore di otto punti alla media nazionale del 25.7% (dati Piano Nazionale Esiti, 2015). Al riconoscimento di Onda ha contribuito anche la disponibilità di documentazione informativa multilingue, dei servizi di mediazione culturale e di assistenza sociale, e di diete personalizzate per le pazienti, tanto per ragioni cliniche che religiose. 


 


Stefano A. Inglese

Stefano A. Inglese

16 Dicembre 2015

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