Sardegna. La Corte d’appello dispone la decadenza di Todde per irregolarità sulle spese elettorali. La governatrice prepara il ricorso

Sardegna. La Corte d’appello dispone la decadenza di Todde per irregolarità sulle spese elettorali. La governatrice prepara il ricorso

Sardegna. La Corte d’appello dispone la decadenza di Todde per irregolarità sulle spese elettorali. La governatrice prepara il ricorso
La presidente esprime “piena fiducia nei confronti della magistratura e sulle azioni che sono state fatte dal Comitato per le elezioni. Ho la piena motivazione e legittimazione di continuare a lavorare per i sardi e così farò. Gli atti ricevuti non sono atti definitivi, il tema della legittimazione non si pone. Credo che ci si debba difendere, il ricorso è normale, è giusto ribadire le proprie ragioni nelle sedi opportune ed è quello che faremo”.

Il nuovo anno in Sardegna si apre con un vero e proprio scossone per il governo della Regione. Il collegio regionale di garanzia elettorale della Corte d’appello di Cagliari ha emesso un’ordinanza-ingiunzione sulla governatrice Alessandra Todde per irregolarità sulla rendicontazione delle spese elettorali.

In sintesi, il Collegio avrebbe rilevato “irregolarità e violazioni delle norme penali inerenti il deposito di dichiarazioni contrastanti” rilasciate dalla presidente della Regione, nonché “anomalie”, il tutto relativo alle spese rendicontate per la campagna elettorale, ed ha trasmesso copia degli atti alla Procura della Repubblica; ha ingiunto a Todde “di versare la somma di 40 mila euro a titolo di sanzione amministrativa” tenuto conto, sempre secondo il Collegio, “della molteplicità e della rilevanza delle irregolarità riscontrate, della totale inosservanza della normativa di cui alla Legge n. 515/1993 e della L.R. n. 1/94”.

Oltre ciò, tenuto conto della violazione della normativa, ha disposto “la trasmissione dell’ordinanza-ingiunzione al presidente del Consiglio regionale per quanto di sua competenza in ordine all’adozione del provvedimento di decadenza di Todde Alessandra dalla carica di presidente della Regione Sardegna”, come previsto dall’art. 15, comma7, della L. 515/1993.

“Sono serenamente al lavoro come potete vedere dopo anche un confronto con la mia maggioranza – commenta a caldo Alessandra Todde durante una Conferenza indetta con la stampa locale dell’isola -. Ovviamente l’atto amministrativo che è arrivato dalla Corte d’appello seguirà il suo percorso, sarà gestito dai miei avvocati. Ribadisco la piena fiducia nei confronti della magistratura, la piena fiducia su quelle che sono le azioni che sono state fatte dal Comitato che mi ha rappresentato per le elezioni e quindi quello che posso dire è che ho la piena motivazione e la piena legittimazione di continuare a lavorare per i sardi e così farò. Gli atti ricevuti non sono infatti atti definitivi, il tema della legittimazione quindi non si pone”.

“Noi continuiamo a lavorare con assoluta motivazione – prosegue la presidente – perché per questo siamo stati eletti e per questo riceviamo soldi pubblici. Riguardo la presa d’atto del provvedimento da parte del Consiglio regionale, esso ha una Giunta per le Elezioni che farà le sue valutazioni e il suo percorso, poi chiederà allo stesso Consiglio regionale di esprimersi con i tempi che sono propri dell’Assemblea legislativa. Nel frattempo, dal punto di vista del mio di percorso, farò tutto quello che i miei avvocati riterranno corretto per difendermi nelle sedi opportune. Il ricorso è assolutamente normale, credo che ci si debba ovviamente difendere, è giusto ribadire le proprie ragioni nelle sedi opportune ed è quello che noi faremo”.

“Riguardo le irregolarità che mi sono state contestate sulle spese della campagna elettorale, a noi non risultano così forti da determinare un simile provvedimento di decadenza. Quindi chiaramente abbiamo una posizione che è completamente diversa rispetto a quella della Corte d’appello, però poiché giustamente il principio del diritto è un principio che va discusso nelle sedi opportune, sarà discusso in esse. Penso che sia inutile in questo momento discutere nel merito, lo faranno gli avvocati, certamente non io, nelle sedi citate. Quello che posso semmai dire è che sono assolutamente certa della legittimità del mio operato e assolutamente certa che i miei atti sono stati nel merito atti corretti, poi ci confronteremo” – conclude Todde.

Elisabetta Caredda

Elisabetta Caredda

07 Gennaio 2025

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