Bolzano. Se liste d’attesa sforano i 60 giorni, no ad attività libero professionale

Bolzano. Se liste d’attesa sforano i 60 giorni, no ad attività libero professionale

Bolzano. Se liste d’attesa sforano i 60 giorni, no ad attività libero professionale
È quanto contenuto nel Piano di azione approvato ieri dalla Giunta provinciale in materia di attività libero professionale negli ospedali. L’assessore alla Sanità, Richard Theiner, ha spigato come, con l'attuazione di queste misure, “vogliamo ridurre drasticamente le liste di attesa negli ambiti critici: dermatologia, otorinolaringoiatria, oculistica, riabilitazione e ortopedia”.

La Giunta provinciale ha approvato il piano di azione presentato dall'assessore Theiner con una serie di misure che impegnano l'Azienda sanitaria a garantire che entro l'anno il 95% delle prestazioni rispettino i tempi di attesa stabiliti, e che l'attività libero professionale – attualmente esercitata dal 15% dei medici ospedalieri – non pregiudichi le prestazioni da assicurare nella struttura pubblica. Se dunque la prestazione nel servizio sanitario pubblico non sarà garantita entro 60 giorni, l'attività libero professionale verrà sospesa fino a quando non saranno ripristinati i parametri prescritti. Theiner ha sottolineato la volontà di "ridurre drasticamente con questi provvedimenti le liste di attesa nei seguenti ambiti critici: dermatologia, otorinolaringoiatria, oculistica, riabilitazione e ortopedia".

L'assessore ha poi sintetizzato le misure varate:
– i centri di prenotazione fissano solo le prime visite, mentre quelle di controllo sono concordate direttamente con lo specialista;
– i tempi ambulatoriali delle prime visite devono essere adeguati alla necessità e non superare i tempi di attesa;
– le prescrizioni dei medici di base e degli specialisti vanno definite secondo regole precise;
– in caso di bisogno vanno acquistati pacchetti di prestazioni da strutture private o medici interni;
– se ciononostante il paziente non ottiene la prestazione nei tempi di attesa stabiliti, l'Azienda sanitaria pagherà la visita privata al cittadino.
 

12 Aprile 2011

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