Campania. Dopo ritardo ambulanza per neonato neonatologi chiedono servizio di trasporto neonatale efficiente

Campania. Dopo ritardo ambulanza per neonato neonatologi chiedono servizio di trasporto neonatale efficiente

Campania. Dopo ritardo ambulanza per neonato neonatologi chiedono servizio di trasporto neonatale efficiente
Il servizio di Sten in Regione conta su 4 postazioni destinate all’emergenza neonatale, di cui una copre solo il 30-40% dei turni e un’altra è ancora da attivare. I veicoli in attività sono obsoleti o comunque con alti chilometraggi. La Società italiana di neonatologia sollecita quindi l’attuazione del Decreto regionale per la riorganizzazione dello Sten e l’attivazione dello Stam

“La qualità dell’assistenza ai neonati e alle loro mamme passa anche per un servizio di trasporto d’emergenza neonatale efficiente. Il servizio di ambulanze per il trasporto di neonati (Sten) è fondamentale nel sistema di assistenza materno-infantile”.
 
La Società Italiana di Neonatologia (Sin) interviene nuovamente nel dibattito sulla qualità dello Sten nelle regioni italiane, dopo un episodio verificatosi in Campania nei giorni scorsi, e risolto positivamente, quando l’ambulanza attrezzata ad hoc ha avuto un ritardo di 4 ore per un trasporto da Pompei a Castellammare. Un episodio che ha messo in luce limiti strutturali e organizzativi di un servizio inadeguato alle esigenze di una regione dove, solo nello scorso anno, sono stati necessari oltre mille interventi.

Il servizio di Sten in Campania al momento dovrebbe contare su 4 postazioni destinate all’emergenza neonatale, di cui una copre solo il 30-40% dei turni e un’altra è ancora da attivare. I veicoli in attività sono obsoleti o comunque con alti chilometraggi.
 
Dai dati in possesso della Sin emerge che la Campania ha il più basso rapporto tra centri di riferimento (Hub) e centri dipendenti (Spoke), con una rete di assistenza neonatale frammentata in Punti Nascita di primo e secondo livello ancora troppo numerosi (54 per circa 48mila neonati), di cui 8 con un numero di nati/anno < a 500, privi dei requisiti strutturali e organizzativi appropriati.  Queste strutture, rileva la Sin in una nota “spesso non sono in grado di affrontare situazioni di urgenza e di emergenza e mancano degli standard di qualità per promuovere, sostenere e proteggere la fisiologia della nascita. Questo comporta un numero di neonati trasportati quasi triplo (2.8%) rispetto all’1% raccomandato”.
 
Secondo il documento del Ministero della Salute “Linee di indirizzo sull’organizzazione del sistema di trasporto materno assistito (Stam) e del sistema in emergenza del neonato (Sten)” il trasporto del neonato critico in Italia coinvolge tra lo 0.7 e il 2.8% dei nati.
 
L’alto tasso di trasporti è a sua volta connesso ad una maggior mortalità neonatale, per la quale la Campania si colloca tra le Regioni meno virtuose d’Italia, con un tasso dell’1.46 per mille nati vivi, rispetto all’1.16 del Centro-Nord (Rapporto Cedap 2015).
 
Il problema del servizio di trasporto in emergenza neonatale in Campania, evidenzia la Sin, è anche legato alle scarse risorse a disposizione per rispondere alle richieste crescenti di intervento, dettate pure dall’aumento delle nascite premature e dall’elevata articolazione territoriale del sistema dei punti nascita.
 
La Società scientifica auspica, quindi, la necessaria ristrutturazione della rete dei punti nascita, secondo le norme indicate dall’accordo Stato-Regioni e l’attuazione del decreto n. 62 del 5 luglio 2018 della Regione Campania per la riorganizzazione dello Sten, mettendo a disposizione tutto il suo supporto tecnico scientifico, al fine di tutelare la salute dei neonati.

31 Luglio 2019

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