Campania. Scotti (Omceo Napoli): “Prescrizioni elettroniche, a rischio la privacy dei cittadini”

Campania. Scotti (Omceo Napoli): “Prescrizioni elettroniche, a rischio la privacy dei cittadini”

Campania. Scotti (Omceo Napoli): “Prescrizioni elettroniche, a rischio la privacy dei cittadini”
Per il presidente dell’Ordine dei Medici di Napoli, la Regione sta affrontando il tema delle ricette elettroniche in “maniera approssimativa”. Invita quindi istituzioni, tecnici e medici a sedersi attorno ad un tavolo per trovare delle soluzioni che garantiscano cittadini e medici rispondendo ad adeguati profili di trasparenza e sicurezza

“Il fatto che il mondo della sanità vada verso l’informatizzazione è un bene, ma sulle ricette temo che la Campania stia affrontando questo cambiamento in maniera approssimativa”.
 
È quanto ha dichiarato Silvestro Scotti, presidente dell’Ordine dei Medici di Napoli che in una nota denuncia l’esistenza di un problema che mette in pericolo la privacy dei cittadini “ignari di cosa stia avvenendo rispetto ad una enorme quantità di dati sensibili” e invita istituzioni, tecnici e medici a sederci intorno a un tavolo per risolvere le criticità.
 
“Oggi – spiega Scotti – la comunicazione in ambito sanitario sta cambiando. La dematerializzazione delle ricette ha creato un doppio canale. Ha lasciato in vita un flusso di documenti in forma cartacea, i cosiddetti promemoria che noi medici affidiamo ai pazienti; e ha creato un canale del quale i cittadini non sanno nulla. Si tratta di dati digitali che passano di mano in mano e finiscono nella disponibilità di molti soggetti. Il sistema è sicuro? Può essere, ma garantire la privacy non significa solo assicurare di custodire il dato, è necessario che il paziente sia anche informato e favorevole alla trasmissione del dato. Un ufficio pubblico non è autorizzato a disporre di questi dati per il solo fatto di essere emanazione dello Stato. E poi anche sulla certificazione ci sono molte falle. Per i medici il sistema prevede delle semplici credenziali di accesso, del tipo nome utente e password. Possibile che questo sia il modo giusto per tutelare la riservatezza delle informazioni? E quanto alla certificazione? Mi pare che tutto sia gestito in maniera molto approssimativa”.
 
Per questo conclude il presidente della Omceo di Napoli: “Ritengo che sia arrivato il momento di sedersi attorno ad un tavolo, istituzioni, tecnici e medici, per trovare delle soluzioni serie. Soluzioni che garantiscano i cittadini e i medici rispondendo ad adeguati profili di trasparenza e sicurezza. Anche perché non vorremmo che i dati, più che avere finalità assistenziali, acquisissero una finalità esclusivamente economica. Nel senso di limitare l'accesso alle cure”.

22 Gennaio 2016

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