Carceri dell’Emilia Romagna. Botta e risposta sottosegretario Morrone-Regione su assistenza psichiatrica

Carceri dell’Emilia Romagna. Botta e risposta sottosegretario Morrone-Regione su assistenza psichiatrica

Carceri dell’Emilia Romagna. Botta e risposta sottosegretario Morrone-Regione su assistenza psichiatrica
Il sottosegretario ha chiesto alla Regione di motivare i tagli. L’assessore Venturi risponde: “Ci siamo fatti carico del problema di altri per anni, ora chiediamo semplicemente il rispetto della legge che prevede che debbano essere prese in carico dalle strutture preposte nelle regioni di residenza. L'Emilia-Romagna ha finora garantito 50 posti per soli 17 ricoverati residenti nella nostra Regione”.

“La cosa è molto semplice, e il sottosegretario Morrone dovrebbe saperlo bene: la legge prevede che le persone detenute con disturbi mentali debbano essere prese in carico dalle strutture preposte nelle regioni di residenza. Per solidarietà istituzionale, abbiamo accettato per alcuni anni di farci carico anche di chi non risiedeva in Emilia-Romagna. Ora pensiamo che sia giunto il momento che la legge venga rispettata. Tutto qua”.


 


E’ la replica dell’assessore alla Salute della Regione Emilia-Romagna, Sergio Venturi, alle dichiarazioni del sottosegretario alla Giustizia Jacopo Morrone, che ha chiesto alla Regione Emilia-Romagna di motivare i tagli delle risorse e delle strutture dedicate al ricovero e all’assistenza psichiatrica dei detenuti non residenti affetti da questi problemi. Una situazione che, per il sottosegretario, creerebbe problemi al sistema complessivo.

La Regione ricorda quindi di avere finora garantito un’offerta di 50 posti a fronte di 17 ricoverati residenti in Emilia-Romagna. “Non che ci aspettassimo ringraziamenti da parte del Governo per esserci fatti carico di un problema di altri per anni – commenta la Regione Emilia Romagna in una nota – ma l’uscita del sottosegretario è un po’ fuori luogo. Tra l’altro, lo scorso mese di agosto abbiamo scritto al Ministero per informarli che, semplicemente, abbiamo deciso di applicare la norma nella sua interezza. Detto che siamo come sempre pronti a collaborare, mi chiedo: dov’è l’errore?”.

21 Settembre 2018

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