Carenza di personale nei Ps: stop dei medici alla circolare della Regione

Carenza di personale nei Ps: stop dei medici alla circolare della Regione

Carenza di personale nei Ps: stop dei medici alla circolare della Regione
Per l’intersindacale “viene depotenziata ulteriormente l’attività assistenziale di elezione dalla quale saranno distolti molti colleghi. In pratica il Governatore, da un lato ringrazia i medici per il lavoro che svolgono, dall’altro ne mortifica la professionalità in dispregio delle più elementari norme sulle relazioni sindacali evitando, su un tema cosi sensibile, qualsiasi confronto sindacale”. Chiesto a De Luca un tavolo per individuare soluzioni alternative.

Allungamento delle liste di attesa per le prestazioni specialistiche ambulatoriali e di ricovero, scadimento dei Livelli essenziali di assistenza nei reparti medici e chirurgici di Asl e ospedali, incremento dell’attrattività della Sanità privata: sono queste le gravi conseguenze – su cui puntano il dito i medici rappresentati da tutte le maggiori sigle sindacali di categoria  della circolare regionale del 7 giugno scorso che da un lato riconosce la grave carenza di personale medico nelle prime linee e nella rete dell’emergenza degli ospedali (trascurando l’analoga carenza patita dai reparti specialistici) e dall’altro obbliga i camici bianchi di altri reparti non di urgenza a tappare i buchi di organico nei pronto soccorso non riconoscendo però le ore prestate come lavoro aggiuntivo in base alle previsioni contrattuali. 
 
In una nota indirizzata al Governatore Vincenzo De Luca e alla direzione Salute della Regione il fronte sindacale chiede il ritiro immediato della circolare del 7 giugno scorso, la convocazione urgente per concordare soluzioni immediate alla drammatica situazione nei Pronto soccorso al fine di garantire i Livelli di assistenza e l’appropriatezza assistenziale e il benessere lavorativo e infine l’attivazione di un Tavolo di confronto per avviare una seria programmazione del sistema integrato di emergenza sanitaria. 
 
“Nei fatti – dice l’intersindacale in una nota – viene depotenziata ulteriormente l’attività assistenziale di elezione dalla quale saranno distolti molti colleghi. In pratica il Governatore, da un lato ringrazia i medici per il lavoro che svolgono, dall’altro ne mortifica la professionalità in dispregio delle più elementari norme sulle relazioni sindacali evitando, su un tema cosi sensibile, qualsiasi confronto sindacale”.
 
“La classe medica è stanca – concludono i camici bianchi – di essere il tappabuchi delle errate scelte di programmazione sanitaria che offendono la dignità della professionalità e, cosa ancor più grave, mettono a repentaglio la sicurezza e la qualità dell’assistenza”.
 
Ettore Mautone 

Ettore Mautone

12 Giugno 2019

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