Coronavirus. Muore in Veneto il primo medico di famiglia, Samar Sinjab. Il cordoglio della Fimmg

Coronavirus. Muore in Veneto il primo medico di famiglia, Samar Sinjab. Il cordoglio della Fimmg

Coronavirus. Muore in Veneto il primo medico di famiglia, Samar Sinjab. Il cordoglio della Fimmg
Dolore e rabbia nelle parole del segretario regionale del sindacato Domenico Crisarà. “Questa morte”, così come “altre situazioni gravi”, è “il risultato della scarsa attenzione che numerose aziende sanitarie hanno dedicato ai medici di famiglia e di continuità assistenziale". Quando l’emergenza sarà finita, avverte, “Fimmg chiederemo conto di tutte le condotte omissive di chi sta comodamente seduto a metri di distanza dalle persone dietro una scrivania con una mascherina ad alta protezione facendosi ripetere tamponi di fatto inutili”.

Stamani alle 8,30 è morta nel reparto di terapia intensiva di Treviso dove era ricoverata da diverse settimane, la dottoressa Samar Sinjab. Esercitava a Mira e “nonostante avesse importanti fattori di rischio ha continuato ad assistere i suoi pazienti con dedizione”, evidenzia la Fimmg del Veneto in una nota che annuncia il decesso della collega. "Per la Fimmg del Veneto e credo di poter parlare a nome di tutti i medici di famiglia della regione questo è un momento duro”, dichiara il segretario regionale del sindacato Domenico Crisarà.
 
“Ci eravamo illusi – prosegue Crisarà – che, anche con situazioni preoccupanti come quella di Samar e di altri colleghi, eravamo riusciti ad evitare che anche in Veneto ci fossero medici di famiglia morti. E’ evidente che quello che abbiamo fatto non è stato sufficiente ma è altrettanto evidente che questa morte, le altre situazioni gravi e le contaminazioni dei MMG è prima di tutto il risultato della scarsa attenzione che numerose aziende sanitarie, tra cui la ALSS veneziana primeggia insieme a Vicenza e Verona, hanno dedicato ai medici di famiglia e di continuità assistenziale”.
 
Il sindacato si riferisce a “forniture assolutamente inesistenti di dispositivi di protezione, nessuna prevenzione, se non in queste ultime settimane, attraverso l’esecuzione di tamponi con tempi di refertazione che superano spesso i dieci giorni e che non vengono ripetuti con nonostante il contatto continuo con i pazienti, hanno portato a questa giornata di lutto . Quello che non sono mancate sono state le innumerevoli circolari e linee guida (spesso in contraddizione tra loro ) di cui ci hanno inondato”.
 
“Tra gli artefici – prosegue Crisarà – non è da dimenticare la direzione della protezione civile che non solo non ci ha tenuto in nessuna considerazione ma ha anche tentato di requisire i dispositivi che Fimmg ha acquistato autonomamente. Nonostante tutto questo è il momento del fare nell’esclusivo interesse dei nostri cittadini ma quello che è certo che Fimmg, quando l’emergenza sarà finita, chiederà conto di tutte le condotte omissive di chi sta comodamente seduto a metri di distanza dalle persone dietro una scrivania con una mascherina ad alta protezione facendosi ripetere tamponi di fatto inutili”.

09 Aprile 2020

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