Covid. Cisl Fp Campania: “Prorogare i contratti ai precari assunti in emergenza o sarà sciopero”

Covid. Cisl Fp Campania: “Prorogare i contratti ai precari assunti in emergenza o sarà sciopero”

Covid. Cisl Fp Campania: “Prorogare i contratti ai precari assunti in emergenza o sarà sciopero”
“Siamo alla fase finale, vista la disponibilità che il Governo ha ribadito nel mettere a disposizione, come farà in Finanziaria, le risorse necessarie per gli storici e per quanti” sono stati chiamati per il Covid negli “ultimi 20 mesi”. Negli ultimi 10 anni “la sanità campana ha perso 16 mila addetti, che per molto tempo non ha potuto sostituire a causa del blocco delle assunzioni. De Luca può esserne certo, la Cisl farà barricate”.

Sui precari della Sanità la Funzione Pubblica della Cisl della Campania lancia l’aut aut.

“Ora – dice il segretario generale Lorenzo Medici – siamo arrivati alla fase finale, vista la disponibilità che a più riprese il Governo ha ribadito nel mettere a disposizione, come farà in Finanziaria, le risorse necessarie per gli storici e per quanti sono stati chiamati a contrastare il Covid-19 in questi ultimi 20 mesi. O la Regione, con un decreto presidenziale, stabilirà la proroga dei contratti del personale a vario titolo impegnato nelle strutture, vincolando le Asl e le aziende ospedaliere a procedere in questa direzione, o a fine novembre terremo uno sciopero per una intera giornata di tutta la categoria. Basta con i traccheggi, la Giunta dia una volta e per tutte le risposte giuste a tante migliaia di persone in attesa di stabilizzazione".

Negli ultimi 10 anni, ricorda il sindacato, “la sanità campana ha perso 16 mila addetti, che per molto tempo non ha potuto sostituire a causa del blocco delle assunzioni derivato dal debito accumulato in precedenza, per effetto del quale il settore è stato commissariato. Superata questa fase, sono state chiamate 3 mila persone, ma nel frattempo il precariato è cresciuto di altre 4 mila unità in somministrazione e altre forme flessibili per rafforzare l'organico in seguito all’emergenza Covid”.

“Ora – prosegue Medici – si assiste al paradosso di vuoti spaventosi in organico, a causa dei quali non vengono garantiti i livelli essenziali di assistenza, e al contestuale ed inspiegabile rischio che i 7 mila precari impegnati fino ad oggi vengano mandati a casa”.

Dopo la manifestazione del 15 giugno scorso con il primo comizio post pandemia al Centro direzionale e il presidio davanti palazzo santa Lucia del 19 ottobre, senza nessuna risposta dalla Regione, arriva dalla Fp la minaccia dello sciopero. “Perché siamo stufi – chiosa Medici – del silenzio assordante della Giunta sulla pelle della gente, fino a ieri osannata ed ora trattata come materiale da scarto. La Cisl, il presidente De Luca può esserne certo, farà barricate per difendere i sacrosanti diritti dei precari della Campania”.

Ieri mattina poi presidio davanti alla Prefettura di Napoli, la richiesta è quella di un tavolo di confronto e l’impegno nel salvaguardare i posti di lavoro del personale socio-assistenziale impiegato nel Comuni. Il presidio avviene nel contesto di uno stato di agitazione indetto per la giornata di ieri.

“Il mancato adeguamento normativo – secondo il sindacato – preclude la possibilità di stabilizzazione di questi lavoratori con il rischio incombente di licenziamento. “Da fin troppo tempo – afferma il segretario di Napoli e dell'area metropolitana, Luigi d’Emilio – si procede con azioni disomogenee ed estemporanee che non garantiscono un futuro stabile alle lavoratrici e ai lavoratori impegnati nel sociale. Non si intravede una continuità dei servizi di prossimità offerti ai cittadini”.

“L’asfissiante clima di precarietà sta portando il personale in questione ad una ricerca affannosa di un lavoro ‘stabile’ che possa garantire una programmazione della propria vita anche a chilometri di distanza dal proprio territorio di origine. Disperdere tali professionalità eccelse in un contesto territoriale dove il sistema socio-assistenziale è già deficitario è – conclude il sindacalista d’Emilio – un ulteriore ostacolo ad una potenziale crescita socio-culturale dei nostri territori, storicamente surclassati da una predominanza settentrionale”.

Lorenzo Proia

Lorenzo Proia

26 Ottobre 2021

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