Covid. Gli Ospedali Riuniti di Ancona certificano il Pdta

Covid. Gli Ospedali Riuniti di Ancona certificano il Pdta

Covid. Gli Ospedali Riuniti di Ancona certificano il Pdta
“È l’unico PDTA in Italia per la gestione del coronavirus certificato secondo gli standard della norma ISO 9001:2015”, evidenzia l’Azienda Ospedaliero Universitaria. “L’obiettivo è garantire ai pazienti affetti dal COVID-19 un approccio integrato e multidisciplinare”. Il lavoro degli Ospedali Riuniti è andato ancora più a fondo:“Abbiamo inserito un focus specifico per il paziente oncologico che è fragile due volte, sia a causa del tumore che del virus”, spiega Rossana Berardi, Direttore della Clinica Oncologica.

Dall’Azienda Ospedaliero Universitaria – Ospedali Riuniti di Ancona, arriva il Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) per i pazienti affetti da COVID-19. “È  l’unico PDTA in Italia per la gestione del coronavirus certificato secondo gli standard della norma ISO 9001:2015”, evidenzia l’Azienda in una nota in cui si spiega che l’obiettivo è “garantire ai pazienti affetti dal COVID-19 un approccio integrato e multidisciplinare, sviluppato sulla base delle migliori evidenze scientifiche disponibili nelle diverse fasi dell’assistenza (dalle Terapie Intensive ai reparti subintensivi, al ricovero post critico fino al setting ambulatoriale), con percorsi efficaci, sicuri e capaci contestualmente di proteggere gli altri pazienti non COVID positivi”.

“Nel documento viene rappresentato graficamente il percorso di cura sotto forma di mappa nei settori deputati all’accoglienza e alla cura dei pazienti con la definizione delle maggiori scelte organizzative, capaci di garantire efficacia e sicurezza delle prestazioni erogate – spiega il dott. Roberto Papa, responsabile del Sistema Qualità Integrato Aziendale e Coordinatore del progetto -. Successivamente vengono descritte le attività di valore per il paziente, realizzate giorno per giorno nel suo processo di gestione e articolate per categorie assistenziali, senza trascurare nessuna dimensione del rapporto con la persona assistita. Insieme, quindi, alla diagnosi e alla terapia sono illustrati gli aspetti nutrizionali, il supporto psicologico, i momenti di informazione, comunicazione ed educazione del paziente e dei suoi caregiver”.

“Inoltre – spiega ancora Papa -, nella descrizione delle attività, diventa di assoluto rilievo lo spazio dedicato all’approccio multidisciplinare, attraverso il coinvolgimento di tutti i professionisti della fase acuta del percorso. Nel documento, infine, viene dato spazio ai bisogni di categorie di pazienti particolarmente vulnerabili (oncologici, cardiopatici, nefropatici, neuropatici), con l’obiettivo di garantire la migliore assistenza possibile”.

Ma il lavoro dell’Azienda è andato anche oltre: “Abbiamo inserito nel PDTA un focus specifico per il paziente oncologico che è fragile due volte, sia a causa del tumore che del COVID – afferma la Prof.ssa Rossana Berardi, Ordinario di Oncologia Medica presso l’Università Politecnica delle Marche e Direttore della Clinica Oncologica Ospedali Riuniti di Ancona -. I pazienti colpiti da tumore sono a maggiore rischio e, se contraggono il virus, la mortalità è quasi triplicata rispetto alla popolazione generale. Nello stesso tempo, a loro dobbiamo continuare a garantire le terapie oncologiche salvavita, per cui la gestione è complessa e necessita di un’attenzione specifica. Nel PDTA abbiamo previsto un percorso specifico per il paziente oncologico. Inoltre, data l’intensa attività di ricerca clinica della struttura, che è accreditata AIFA anche per gli studi sperimentali di fase I, unica nelle Marche, nel PDTA abbiamo previsto anche raccomandazioni per la gestione delle sperimentazioni cliniche in corso di pandemia da COVID”.

“Dal punto di vista scientifico, il rigore metodologico sotteso a un PDTA offre garanzie di qualità sia per i ricercatori che per i pazienti – sottolinea il dott. Marcello Tavio, Direttore della Divisione di Malattie Infettive e Coordinatore Scientifico del PDTA -. I primi infatti possono contare su un modello organizzativo in grado di produrre dati attendibili, oltretutto permettendo il confronto di uno standard aureo certificato con qualsiasi braccio sperimentale si voglia testare. E i pazienti hanno la certezza di far parte di un percorso di qualità, sia che entrino nel braccio sperimentale che in quello di controllo”.

“I PDTA rappresentano efficaci strumenti per il miglioramento della qualità dell’assistenza fornita ai pazienti – aggiunge il dott. Michele Caporossi, Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliero Universitaria – Ospedali Riuniti di Ancona -. Spesso, però, nelle strutture ospedaliere manca l’evidenza dell’efficace progettazione, dell’efficiente controllo organizzativo e della misurazione dei risultati. Per tali ragioni il collegamento dei PDTA con il sistema della certificazione risulta particolarmente importante, in quanto consente di verificare l’organizzazione rispetto a precisi standard: questo contribuisce alla riduzione della variabilità e dell’autoreferenzialità nelle scelte clinico assistenziali e, di conseguenza, garantisce un migliore management dei pazienti. La certificazione ISO 9001 del PDTA per la gestione del COVID-19 appena ottenuta si inserisce in questo quadro, capace di contribuire, secondo un approccio coordinato ed integrato con gli altri Enti del Servizio Sanitario Regionale, alla cura dei pazienti affetti dal COVID-19”.

“L’adozione di un Percorso di cura integrato come il nostro PDTA per il management dei pazienti affetti da COVID-19, insieme al suo sistema di monitoraggio – conclude il dott. Arturo Pasqualucci, Direttore Sanitario Aziendale -, rappresenta un formidabile strumento per migliorare la qualità dell’assistenza fornita ai nostri pazienti, soprattutto in un momento come quello attuale caratterizzato dalla necessità di standardizzare le evidenze disponibili al fine di migliorare gli outcomes di salute dei nostri cittadini”.

01 Ottobre 2020

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