Fse. Emilia-Romagna: “Prima regione in Italia per utilizzo: 4,3 mln i fascicoli attivi, 68 mln gli accessi in un anno”

Fse. Emilia-Romagna: “Prima regione in Italia per utilizzo: 4,3 mln i fascicoli attivi, 68 mln gli accessi in un anno”

Fse. Emilia-Romagna: “Prima regione in Italia per utilizzo: 4,3 mln i fascicoli attivi, 68 mln gli accessi in un anno”
Oltre 72 milioni i documenti sanitari consultati, con il 92% delle cittadine e dei cittadini ha autorizzato il proprio medico ad accedere al FSE. Fabi: “Ora verso l’FSE 2.0 per una sanità sempre più innovativa e digitale”. La Regione stanzia 39 milioni di euro di fondi PNRR per sviluppare il nuovo fascicolo. “Entro il 2026 diventerà un contenitore digitale nativo e omogeneo dei dati clinici, a beneficio di cittadine e cittadini, professionisti e sistema sanitario”.

Oltre 4,3 milioni fascicoli sanitari elettronici attivi, con una percentuale di consenso alla consultazione prossima al 90%, tra le più alte d’Italia. Quasi 68 milioni gli accessi di cittadine e cittadini nel 2024, pari a una media di 6,7 milioni al mese, e oltre 72 milioni i documenti sanitari consultati. Risultati che segnano un’accelerazione significativa rispetto al panorama nazionale: nel primo trimestre 2025, il 65% dei cittadini emiliano-romagnoli ha utilizzato almeno una volta il FSE, contro una media italiana ferma al 21%. Sono i dati presentati oggi dalla Regione Emilia-Romagna, che sottolinea la propria “eccellenza” nel campo dell’innovazione sanitaria e digitale.

“Il 92% delle cittadine e dei cittadini ha autorizzato il proprio medico ad accedere al FSE, rispetto a una media nazionale del 42%, con il 100% dei medici di medicina generale e pediatri e il 97% degli specialisti abilitati che hanno effettuato almeno un’operazione nel sistema (72%, la media nazionale)”, fa sapere. Anche i farmacisti hanno trovato nel Fascicolo uno strumento fondamentale, con oltre 19 milioni di accessi per consultare prescrizioni dematerializzate. E sono già 14 le tipologie di documenti disponibili digitalmente sulle 16 previste dal decreto nazionale, l’88% rispetto a una media italiana del 74%.

“I risultati raggiunti raccontano un’Emilia-Romagna che non solo ha saputo anticipare i tempi, ma si conferma un punto di riferimento a livello nazionale per l’innovazione digitale in sanità”, ha spiegato l’assessore alle Politiche per la Salute, Massimo Fabi, in Commissione Assembleare illustrando lo stato di avanzamento del FSE.

“Il cronoprogramma verso il Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 è già tracciato – ha aggiunto -. Con un investimento complessivo di 39 milioni di euro di fondi PNRR, abbiamo già avviato un piano di adeguamento tecnologico e un programma di formazione e comunicazione per le professioniste e i professionisti del Servizio sanitario regionale. L’FSE diventerà sempre più lo strumento unico attraverso cui le cittadine e i cittadini potranno accedere, ovunque si trovino, ai servizi di sanità digitale, indipendentemente dal luogo di residenza, e favorirà un’assistenza sempre più personalizzata sul paziente. Nello stesso tempo rafforzerà anche la capacità del sistema sanitario di operare in rete, contribuendo al raggiungimento di una maggiore efficienza e qualità a beneficio di tutte e tutti”.

Le indicazioni ministeriali prevedono che il Fascicolo sanitario elettronico diventi un punto unico di accesso ai servizi del Sistema sanitario nazionale, indipendentemente dalla regione di appartenenza; un insieme di servizi basati su dati per consentire ai professionisti sanitari la diagnosi e la cura dei propri assistiti, e uno strumento per un’assistenza sempre più personalizzata sul paziente. Ma anche un sistema informativo per le strutture e le istituzioni sanitarie, che potranno utilizzare le informazioni contenute nel FSE a fini clinici e migliorare l’erogazione dei servizi sanitari.

In Emilia-Romagna sono stati predisposti specifici piani operativi approvati dal Ministero della Salute e dal Dipartimento per la Trasformazione Digitale sia per l’adeguamento dei sistemi informativi agli standard e agli indirizzi dettati dalle linee guida ministeriali, sia per lo sviluppo delle competenze digitali dei professionisti del sistema sanitario. Entro dicembre 2025 dovranno essere completati il potenziamento delle infrastrutture e delle competenze digitali, mentre entro giugno 2026 tutti i documenti sanitari saranno digitalmente nativi e conformi agli standard nazionali, facendo del Fascicolo il contenitore unico e omogeneo dei dati clinici di ogni cittadino, a livello nazionale.

16 Settembre 2025

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