Indagine Cisl: apprezzamento sanità Veneta al 68,6%. Lanzarin: “Credeteci, la sanità del futuro resterà ancorata al pubblico” 

Indagine Cisl: apprezzamento sanità Veneta al 68,6%. Lanzarin: “Credeteci, la sanità del futuro resterà ancorata al pubblico” 

Indagine Cisl: apprezzamento sanità Veneta al 68,6%. Lanzarin: “Credeteci, la sanità del futuro resterà ancorata al pubblico” 
“E vedrà il Veneto ancora in testa alle classifiche di qualità, C’è un lavoro quotidiano di pianificazione e sviluppo sanitario, i cui effetti si stanno palesando ora e saranno più evidenti nei prossimi anni: la pandemia ha creato, non solo in Veneto ma in tutte le Regioni. Un dato: le liste d'attesa più corpose, quelle a 30 giorni, sono calate da 80mila a 40mila. Su questo abbiamo investito 30 milioni di euro. E 3.231 assunzioni”.

“Non stiamo affatto lavorando ‘in difesa’. Stiamo progettando la sanità del futuro, la quale, credeteci, resterà ampiamente ancorata al pubblico e vedrà il Veneto ancora in testa alle classifiche di qualità, C’è un lavoro quotidiano di pianificazione e sviluppo sanitario, i cui effetti si stanno palesando ora e saranno più evidenti nei prossimi anni: la pandemia ha creato, non solo in Veneto ma in tutte le Regioni, le condizioni perché il sistema entrasse in sofferenza in alcuni ambiti, specie per quanto riguarda le liste d’attesa”.

Così l’assessore alla Sanità della Regione del Veneto, Manuela Lanzarin, con riferimento ai dati dell’indagine della Fondazione Corazzin elaborati per la Cisl del Veneto.

“Ed è lì che ci siamo concentrati – illustra l’assessore -. Posso già fornire un dato: le liste d’attesa più corpose, quelle a 30 giorni, sono calate da 80mila a 40mila. Su questo abbiamo investito 30 milioni di euro, accompagnati da un controllo di gestione estremamente puntuale. Presenteremo, nelle prossime settimane, un focus proprio su questo e penso, dagli indicatori emersi, di prevedere di aver raggiunto i target di percorso intermedio che ci eravamo dati”.

I dati
“Alcune considerazioni nel merito dell’indagine svolta fra le persone che si sono rivolte al sistema della Cisl, verosimilmente, quindi, una platea con alcune criticità da segnalare. Ciononostante, – spiega – voglio ‘rovesciare’ i paradigmi, guardando a cosa emerge di positivo: se solo il 31,4% degli intervistati esprime un’opinione negativa, emerge il dato che il 68,6% considera positivamente la nostra sanità (“soddisfatto o moderatamente soddisfatto”, nel testo), con un 9,8% di pienamente soddisfatti. Sul peggioramento percepito, rilevato dall’indagine negli ultimi anni, sicuramente ha inciso la pandemia, dove le energie si sono dovute concentrare sul Covid”, prosegue Lanzarin.

“Basti un dato a chiarire la sfida che stiamo vivendo dopo il 2021: le prestazioni richieste sono aumentate di oltre il 30% rispetto al 2019, con un’enorme difficoltà nel trovare medici ed infermieri, in un sistema che eroga 80 milioni di prestazioni all’anno”.

“Nonostante questo dal 2020, in tre anni , abbiamo aumentato l’organico della sanità regionale di 3.231 unità. Solo nel 2022 abbiamo effettuato 113 concorsi. Con le confederazioni sindacali – rileva – è stato istituito un tavolo permanente, nell’ottica della trasparenza dei dati e della programmazione futura. Si è già riunito tre volte su APS, medicina territoriale e liste d’attesa: il prossimo mese è in programma un incontro sulle dimissioni protette”.

“Infine, il rapporto fra pubblico e sanità privata: sgombriamo il campo da ogni equivoco e guardiamo ai dati. Da 15 anni la quota di privato in Veneto è rimasta assolutamente la stessa, anzi, è calata in molti settori negli ultimi 5 anni, contrariamente a diverse altre Regioni italiane”, aggiungendo: “Del tutto errata la percezione, riportata al 77%, che si stia favorendo il privato: siamo facendo enormi, e parliamo di miliardi di euro, investimenti in tecnologia, edilizia, formazione del nostro personale. Il nostro modello è orgogliosamente pubblico, e tale resterà. La sfida, ora, anche comunicativa, è dare ‘valore’ a quanto il Veneto eroga ogni giorno, grazie a medici, infermieri, oss e personale amministrativo di prim’ordine”, ha concluso Lanzarin.

03 Ottobre 2023

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