Lazio. Liste d’attesa, Fimmg contro il decreto Zingaretti: “Atto tecnocratico dalle logiche perverse e burocratiche”

Lazio. Liste d’attesa, Fimmg contro il decreto Zingaretti: “Atto tecnocratico dalle logiche perverse e burocratiche”

Lazio. Liste d’attesa, Fimmg contro il decreto Zingaretti: “Atto tecnocratico dalle logiche perverse e burocratiche”
Per il sindacato dei medici di famiglia, "anzichè premiare i percorsi di presa in carico e gestione ospedale-territorio", la Regione ha scelto una impostazione "burocratica e prestazionale" che "è la stessa che ci sta portato lentamente ed inesorabilmente verso una strisciante privatizzazione del sistema sanitario pubblico”. Il decreto

“Un atto tecnocratico e dalle logiche burocratiche”. Così la Fimmg Lazio definisce il decreto contro le liste d’attesa approvato il 10 giugno scorso dal commissario alla sanità, nonché presidente della Regione, Nicola Zingaretti, esprimendo “contrarietà, perplessità e preoccupazione” verso un provvedimento che, per la Fimmg, mette “a rischio la ricetta dematerializzata” e rappresenta “atto di svuotamento della sanità pubblica e territoriale”.

“Leggendo il decreto commissariale n. u00211, del 10 Giugno, 38 pagine di fredda burocrazia, ci si rende conto del perché, nonostante una buona politica sui conti, il sistema regionale del Lazio non riesce a decollare nel rendere efficienti le prestazioni che sono nel quotidiano delle persone”, afferma la Fimmg Lazio in una nota. “La Fimmg del Lazio – prosegue la nota -, ha sempre espresso perplessità nell’elaborare un documento che invece di premiare percorsi di presa in carico e gestione Ospedale Territorio, ha elaborato, su una logica burocratica e prestazionale, un elenco di prestazioni da effettuare, previa biffatura della casella priorità, solo su indicazione, a penna, di condizioni cliniche da riportare sulla ricetta (parole chiave)”.

Il sindacato dei medici di famiglia contesta inoltre che “su un documento che avrà un impatto rilevante sui medici, sui cittadini, sulle strutture, si è scientemente evitato un confronto con chi rappresenta legittimamente coloro chiamati ad applicarlo, facendo furbescamente leva sulla buona fede di colleghi ignari di cio’ che stavano facendo e di colleghi, chiamati a dare un parere tecnico su tale innominabile lavoro frutto di una logica antica, quella logica che invece di modellare il sistema sui bisogni degli operatori e dei cittadini, modella i bisogni dei cittadini e degli operatori sul sistema. La Fimmg  Lazio, dal primo momento ha espresso tutte le sue perplessità e contrarietà, e tutte le volte che ha potuto ha sempre segnalato i rischi connessi a tale approccio scellerato. Ciononostante – prosegue il sindacato nella nota -, con ottusità, si è andati avanti, sino a formalizzare un atto che, vedrete, nonostante sarà applicato, perché così sarà richiesto dalle aziende e dai Cup, anziché risolvere i problemi, li aumenterà, facendo ulteriormente lievitare un clima di repulsione verso ogni atto che provenga da una amministrazione pubblica molto attenta agli obblighi di bilancio e meno all’efficienza del sistema”.

Come mai un presa di posizione così dura? Per la Fimmg Lazio “basta leggere per benino il documento e cercare, cosa inusuale per i burocrati, di entrare nel quotidiano delle persone, per esempio, chi ha una differenza di pressione tra le due braccia di piu’ di 30 mmHg , puo’ fare una visita chirurgica vascolare/angiologica entro 180 giorni (6mesi), ma tale differenza deve essere indicata in un ecocolordoppler arterioso arti inferiori, che quindi deve essere preventivamente prescritto, e che sarà erogato, secondo il decreto, entro 60 giorni, quindi, contro ogni logica, prima si aspetta entro 2 mesi, poi’ si fa la visita entro 6 mesi, poi, dopo, si deciderà cosa fare. Risultato finale? Si paga, o tutti al Pronto Soccorso, con buona pace del sistema pubblico e di cio’ che ne rimane, della sanità territoriale, delle case della salute. Ma chi ha scritto tale cosa si è reso conto di cosa stava scrivendo o pensava solo a mettere a posto le carte?”.

Per la Fimmg Lazio alcuni contenuti del provvedimento “rasentano la comicità, posso prescrivere entro 10 giorni un ecocolordoppler cardiaco a chi ha una aritmia cardiaca maggiore, ma la devo documentare con Ecg ed Holter, l’Holter me lo fanno, dice il decreto, entro 10 giorni, l’elettrocardiogramma si pensa entro 72 ore con la visita cardiologica, quindi tutto si riduce ad una visita cardiologica urgente, 72 ore, meglio, per sintetizzare, nella pratica quotidiana nella frase vada al pronto soccorso”.

“Ci sarebbe – conclude la Fimmg Lazio – da scrivere un tomo per spiegare la logica perversa dietro questa impostazione, cui, purtroppo hanno partecipato e non è un merito, anzi, addirittura task force regionali, tavoli tecnici di coordinamento, referenti aziendali liste di attesa, medici (alcuni) del SSR, associazioni di medici e società scientifiche. Noi non abbiamo partecipato, troppo scomodi e contrari ad una impostazione che è la stessa che ci sta portato lentamente ed inesorabilmente verso una strisciante privatizzazione del sistema sanitario pubblico”.

01 Luglio 2016

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