Lazio. Oltre 800 interventi in 10 anni. L’impegno dell’Israelitico di Roma per la lotta all’osteoporosi

Lazio. Oltre 800 interventi in 10 anni. L’impegno dell’Israelitico di Roma per la lotta all’osteoporosi

Lazio. Oltre 800 interventi in 10 anni. L’impegno dell’Israelitico di Roma per la lotta all’osteoporosi
La vertebroplastica consente al team guidato da Luca Serra di intervenire rapidamente con due modalità operatorie per ricostruire le vertebre fratturate. Entrambe le procedure eliminano i dolori acutissimi e consentono al paziente di tornare alla sua normale attività, persino a fare sport. 

Grazie a una tecnica mini invasiva, la vertebroplastica, l’Ospedale Israelitico di Roma ha potuto garantire oltre 800 interventi in dieci anni alle donne affette da osteoporosi. Una donna su tre è infatti a rischio, dopo i 50 anni, ossia dopo la menopausa che provoca l’abbassamento dei livelli di estrogeni e quindi la perdita di calcio e fosforo nelle ossa. Per gli uomini, la statistica parla di pericolo per uno su otto, superati i 60 anni. L’osteoporosi si manifesta in maniera subdola, silenziosa.

Quando si formano le cavità porotiche le vertebre si possono fratturare provocando dolori acutissimi. Fino a dieci anni fa, queste fratture venivano trattate solo con l’immobilizzazione del paziente con un busto metallico, spesso l’allettamento, che può causare problemi trombotici, e la somministrazione di antidolorifici fortissimi, oppiacei, arrivando perfino alla morfina. Il recupero era lungo e molto difficile. Ora però, grazie alla chirurgia mini invasiva, le fratture vertebrali possono essere sanate. In particolare, il team guidato da Luca Serra, ha collocato l’Israelitico al top.

L’allarme per l’osteoporosi è talmente diffuso che l’Organizzazione mondiale della sanità ha lanciato una campagna di sensibilizzazione e di prevenzione, attraverso accertamenti diagnostici come la Moc, la mineralometria ossea computerizzata, diretta ai soggetti a rischio, donne in menopausa e uomini che hanno superato i sessant’anni. L’obiettivo è la diagnosi precoce e, in caso, l’intervento tempestivo per ricostruire le vertebre fratturate, a causa della perdita di calcio e fosforo provocata dall’osteoporosi o dalle metastasi vertebrali che, purtroppo, intervengono in oltre il 10% dei pazienti già affetti da altri tumori.

Serra Serra illustra le due modalità chirurgiche adottate dall’Israelitico che garantiscono un recupero velocissimo. “La chirurgia mini invasiva ci permette di intervenire rapidamente con due modalità operatorie per ricostruire le vertebre fratturate- spiega- entrambe si praticano per via percutanea con anestesia locale, senza tagli o incisioni. Con un ago dedicato, controllato attraverso la radiografia operatoria, si inietta nel corpo vertebrale fratturato una resina acrilica, comunemente chiamata cemento, del tutto simile alle resine usate, per esempio, in ortopedia, attraverso il peduncolo vertebrale. La solidificazione della resina avviene dopo un quarto d’ora- sottolinea- e il recupero è velocissimo. Il paziente dopo qualche ora può tornare in piedi e ricominciare a camminare senza più dolore. L’altro tipo di intervento operatorio è la cifoplastica che, attraverso un catetere con un palloncino gonfiabile, corretta postura nella colonna vertebrale”.

Tutte e due le tecniche di chirurgia mini invasiva sono sicure e si possono praticare in tutte le fratture vertebrali amieliche, cioè senza compressione nervosa o midollare. Dopo l’intervento, i dolori acutissimi spariscono del tutto e il paziente può tornare alla sua normale attività. “Perfino a fare sport”, assicura Serra. Le controindicazioni sono limitate e comprendono disturbi della coagulazione, eventuali infezioni o allergie alla resina acrilica.
 

26 Giugno 2015

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