Lombardia. La Corte dei Conti parifica il rendiconto 2023

Lombardia. La Corte dei Conti parifica il rendiconto 2023

Lombardia. La Corte dei Conti parifica il rendiconto 2023
Risultato di amministrazione positivo di 416 milioni ma insufficiente a dare una copertura integrale alle quote vincolate, accantonate e destinate agli investimenti, con conseguente disavanzo di 1,55 miliardi. Sul fronte della gestione sanitaria si segnala, tra le altre cose, il superamento dei tetti di spesa per i farmaci e i dispositivi medici e il “modesto avanzamento” dei programmi di edilizia sanitaria -anche per quanto riguarda le case e gli ospedali di comunità. E su 345 nuove apparecchiature già acquistate,  solo 164 quelle effettivamente sostituite. I DOCUMENTI

La Corte dei Conti ha parificato stamani il rendiconto 2023 della Regione Lombardia, spiegando che l’esercizio – pur a fronte di un risultato di amministrazione positivo di 415,98 milioni – chiude con un disavanzo di 1,55 miliardi interamente ascrivibile alla copertura degli impegni per investimenti mediante debito autorizzato non contratto (c.d. DANC). Le spese di investimento sono state coperte, senza ricorso a mutui, con la cassa, che, nella componente ordinaria, risulta ridotta del 52 per cento rispetto al 2022. Il disavanzo determinato dal ricorso al DANC non rileva ai fini dell’equilibrio di bilancio.

Nel 2023 la Regione, spiegano i giudici contabili, “ha conseguito un risultato di competenza positivo, con una buona capacità di realizzazione del bilancio”.

Il campionamento degli atti di spesa fa emergere “il ricorso a formule standardizzate nella definizione dell’oggetto e della causale pur a fronte delle condizioni di certezza, liquidità ed esigibilità ai fini della liquidazione”.

Sul fronte della gestione sanitaria regionale, “nella complessa articolazione dei flussi di cassa destinati al finanziamento dell’assistenza sanitaria si registra la conservazione di cospicui residui passivi (pari a 13,3 miliardi, di cui 9 sui trasferimenti correnti alle aziende sanitarie), la crescente giacenza di cassa (circa 9,5 miliardi) e il suo utilizzo per necessità estranee di gestione ordinaria, nonché la mancata adozione, ad oggi, del bilancio di esercizio della gestione sanitaria accentrata 2023”.

Si segnala, infine, “il superamento dei tetti di spesa per voci specifiche quali i farmaci e i dispositivi medici, il modesto avanzamento dei programmi di edilizia sanitaria -anche per quanto riguarda le case e gli ospedali di comunità, oggetto di approfondimento nella precedente parifica- e il tardivo e incompleto trasferimento delle risorse alle aziende sanitarie pubbliche”.

Le tre diverse gestioni pluriennali di fondi europei comprendono i fondi strutturali del nuovo ciclo 2021-2027, con una spesa ancora contenuta, i fondi strutturali del vecchio ciclo 2014-2020 in chiusura (la cui contabilità non coincide con il modello di rendicontazione adottato in sede europea) e i fondi del PNRR sul bilancio assestato pari a 523 milioni per lo più riferiti alla Missione 5 “Inclusione e coesione” e alla Missione 6 “Salute”.

Nella missione “Salute” del PNRR 180 milioni sono destinati alla sostituzione di 380 grandi apparecchiature sanitarie (mammografi, risonanze magnetiche, TAC, ecc.) corrispondente al 72 per cento della dotazione degli ospedali pubblici, ed il 50 per cento delle quali o è stata collaudata prima del 2009, o ha superato la data di fine utilizzo. Sono 345 le nuove apparecchiature già acquistate, 164 quelle già effettivamente sostituite. A fronte di 142 milioni di impegni risultano pagamenti per 39 milioni di euro. Degli ulteriori 39 milioni stanziati dalla Regione per lavori di installazione, ne risultano spesi 552mila. “La celerità del compimento dell’operazione è cruciale anche per la risposta della sanità pubblica al problema delle liste d’attesa”.

In fase attuativa, sottolineano tuttavia i giudici contabili, “gli obiettivi perseguiti non sempre risultano coerenti con gli enunciati della programmazione (si veda, ad esempio, l’uso della cassa sanitaria quale espressione della solidità del bilancio) la quale, peraltro, è priva, in sede di elaborazione del DEFR, di un quadro macroeconomico tendenziale di riferimento”.

18 Luglio 2024

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