Napoli. Sanità a misura di bambino, al Santobono arriva la Tac Capitan Nemo

Napoli. Sanità a misura di bambino, al Santobono arriva la Tac Capitan Nemo

Napoli. Sanità a misura di bambino, al Santobono arriva la Tac Capitan Nemo
Colori, scenografia, una sala multimediale e un macchinario a basse emissioni di raggi X per accompagnare i piccoli pazienti in indagini Tac meno traumatiche dal punto di vista fisico e psicologico.

La sofferenza di un bambino è una sofferenza al quadrato: anche un esame diagnostico – l’attesa, la macchina, la forma e i suoi obblighi (di posizione, di vista, di odore) – quando la malattia scandisce i suoi ritmi, possono essere fonte di angosce, radicarsi nei ricordi in maniera indelebile, fonte di trauma e ispirazione di sofferenza in un tempo che la natura vuole sia dedicata al gioco alla spensieratezza. Dipingere una parete, disegnare Topolino e Paperino sui muri, colorare porte e finestre, attrezzare con giochi e libri di favole le tristi corsie di ospedale può non essere abbastanza. Ecco dunque che al Santobono di Napoli, polo pediatrico partenopeo, sbarca la prima Tac “capitan nemo”. Una rivisitazione che al posto del collimatore inventa un grande timone dove poter cacciare il naso e il resto del corpo in cerca di avventure per i mari. Un varco per immergersi in un mondo fantastico capace di far dimenticare – anche per il breve tragitto dell’esame radiografico – la rotta marziale della diagnosi e della successiva terapia.

Il reparto Radiologia oncologica pediatrica della struttura, gestita da Massimo Zeccolini, sarà fornita di un ambiente particolare che, quando il piccolo si sdraierà sul lettino, gli fornirà immagini di oceani sconfinati, isole di pirati e fantastiche creature marine. Con il supporto anche di una colonna sonora ad hoc e il supporto multimediale dei monitor disposti sulle pareti in grado di mostrare a loop i filmati.

“Il macchinario che abbiamo scelto e la sala attrezzata – spiega il direttore generale Anna Maria Minicucci – non sarà soltanto psicologicamente meno invasivo, ma anche fisicamente capace di accompagnare i piccoli pazienti del nostro ospedale”. Grazie alla tecnologia Asir (Adaptive statistical iterative reconstruction) i macchinari sono inoltre in grado di ridurre drasticamente la diffusione dei raggi X, estremamente dannosi, sopratutto per i più piccoli. “Il nuovo sistema Tac permetterà, inoltre, controlli più rapidi e decisamente più accurati rispetto al passato e rispetto alle attuali strutture ospedaliere italiane” conclude il manager del Santobono Pausilipon.
 
Ettore Mautone

Ettore Mautone

16 Novembre 2015

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