Nomine sanità. Parlamentari e consiglieri regionali campani a Lorenzin: “Fermi De Luca”

Nomine sanità. Parlamentari e consiglieri regionali campani a Lorenzin: “Fermi De Luca”

Nomine sanità. Parlamentari e consiglieri regionali campani a Lorenzin: “Fermi De Luca”
"Bisogna ripristinare la legalità in Campania e fermare De Luca, se non fosse così la legge Madia apparirebbe come il solito spot elettorale su una meritocrazia solo a chiacchiere. Il presidente del Consiglio Renzi non può consentire a De Luca di fare ciò che gli pare senza dover dar conto a nessuno".  È quanto si legge nell' appello del Movimento 5 Stelle.

Per la prima volta dall'inizio di questa Legislatura, il M5S è d'accordo con il Ministero della Salute: la legge regionale con cui Vincenzo De Luca ha nominato i direttori generali delle aziende ospedaliere e sanitarie campane è illegittima, perché in contrasto con la legge Madia e con i principi di trasparenza e di merito che sono alla base della nuova riforma della pubblica amministrazione. Dopo il question time presentato in Commissione Affari sociali, i parlamentari campani – di concerto con il gruppo dei consiglieri regionali della Campania – hanno inviato una lettera al ministro della Salute Beatrice Lorenzin per sollecitare un intervento presso il Consiglio dei Ministri ad impugnare la legge regionale entro l'8 agosto.
 
"Bisogna ripristinare la legalità in Campania e fermare De Luca – si legge nell' appello del Movimento 5 Stelle – se non fosse così la legge Madia apparirebbe come il solito spot elettorale su una meritocrazia solo a chiacchiere. Il presidente del Consiglio Renzi non può consentire a De Luca di fare ciò che gli pare – continua la nota – senza dover dar conto a nessuno".
 
"C'è il precedente della Legge Severino – specificano i parlamentari e i consiglieri regionali campani nell'appello – quando il Pd ha lasciato che De Luca si prendesse gioco di una legge dello Stato. L'Italia è una sola e indivisibile e, come tale, sorretta da leggi uguali per tutti – concludono – E la legge che vige in Italia è quella approvata in Parlamento. Non è di certo la legge deluchiana, diventata ormai costante oggetto di contenzioso davanti alla Corte Costituzionale". 

30 Luglio 2016

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