Patto per la Salute. Concluso il primo summit delle Regioni. Ma c’è lo scoglio dei costi standard

Patto per la Salute. Concluso il primo summit delle Regioni. Ma c’è lo scoglio dei costi standard

Patto per la Salute. Concluso il primo summit delle Regioni. Ma c’è lo scoglio dei costi standard
Chiusa la prima riunione a porte chiuse dei presidenti delle Regioni dedicata al Patto per la Salute. Ma in realtà si è parlato solo di costi standard mentre per tutte le altre tematiche dei 10 tavoli ci si è limitati a prendere atto dell'iter dei lavori. E comunque sui costi standard non c'è ancora accordo sul se e come applicarli al riparto 2013 del Fondo sanitario.

Su un punto tutti sembrano concordare: i costi standard devono entrare in scena e da subito. Ma sulla loro applicazione per il 2013 la discussione è ancora aperta, anche perché i soldi sul riparto sono già stati spesi. Soprattutto la decisioni su questo importante passaggio vanno prese dalle Regioni prima che intervenga il Governo. Per questo i governatori si sono dati una settimana di tempo per approfondire la questione. Sette giorni al termine dei quali verrà formalizzata una proposta che potrebbe anche prevedere la richiesta di una modifica normativa del Dlgs sui costi standard con un ememdamento alla legge di stabilità, in anticipo sulla definizione del Patto per la salute.
 
Si è chiusa così la conferenza straordinaria dei presidenti con all'ordine del giorno un unico punto: il nuovo Patto per la Salute. “Per il 2014 siamo tutti d’accordo sull’applicazione dei costi standard ed entro questa settimana formalizzeremo la proposta delle Regioni" ha dichiarato Paolo Di Laura Frattura, governatore del Molise e vice presidente della Conferenza delle Regioni che ha gestito l'incontro in assenza di Errani. Una settimana nel corso della quale le Regioni, ha anche aggiunto Frattura, dovranno anche confrontarsi su come applicare i costi standard relativamente al riparto 2013.

“Siamo ai supplementari, aspetto i calci di rigore dopo di che noi ci alziamo dal tavolo”. Sui costi standard la posizione del Veneto è di totale intransigenza. “C’è unanimità sul fatto che i costi standard siano il futuro – ha dichiarato il Governatore del Veneto, Luca Zaia – ma al contrario non c’è accordo sulla tempistica della loro applicazione. Dobbiamo capire se vogliamo applicare un atterraggio morbido per le regioni in maggiore difficoltà, anche perché ci sono Governatori che hanno ereditato situazioni disastrose. Di certo sono convinto che sia giunta l’ora di applicarli e basta. Mi sono dato dei tempi e se non si arriverà in breve ad una assimilazione del tema dei costi standard, che sono pronti da anni, sono pronto ad alzarmi da tavolo”.
 
“I costi standard vanno applicati, e lo dobbiamo fare noi Regioni prima che lo faccia il Governo. Per quanto riguarda il Piemonte – ha detto il presidente del Piemonte, Roberto Cota – tenendo conto degli importanti risultati con il Piano di rientro chiediamo che vengano considerati i dati oggettivi e quelli formali ad esempio di una regione sotto piano di rientro perché noi a livello di Lea siamo in buona posizione”.
 
“Le regioni del Sud non sono d’accordo sul riparto per il 2013 anche perché i dieci dodicesimi del riparto sono già stati spesi” ha spiegato Elena Gentile, assessore alla sanità della regione Puglia. Soprattutto ha aggiunto Gentile bisognerà chiedere un incontro al ministero della Sanità anche per conoscere la reale portata del Fondo sanitario nazionale: “per ora lavoriamo al buio”.
 
Nel corso della riunione l'Assessore alla Salute del Veneto e coordinatore del settore sanità  Luca Coletto ha infine esposto in una relazione lo stato dei lavori dei 10 tavoli propedeutici alla messa a punto del nuovo Patto per la salute.

30 Ottobre 2013

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