Pronto Soccorso. Tempi di attesa migliorano a Milano e Lodi 

Pronto Soccorso. Tempi di attesa migliorano a Milano e Lodi 

Pronto Soccorso. Tempi di attesa migliorano a Milano e Lodi 
La relazione dell’Ats mostra che l’indicatore “tempo triage-visita” è significativamente migliorata (-181% di attesa >8 ore), ma la media è fortemente influenzata da situazioni puntuali che mostrano un repentino miglioramento di performance (Policlinico, Fatebenefratelli, Galeazzi) e situazioni di peggioramento (Niguarda, Cernusco). Marcata la differenza dei ricoveri tra PS Pubblici e Privati: 48,8% vs 25,9%. Bertolaso: “Intrapresa la strada giusta”. LA RELAZIONE

“Seguendo le indicazioni date a tutte le direzioni strategiche degli enti sanitari di monitorare la situazione dei Pronto Soccorso, ATS Milano ha presentato il report relativo al primo semestre di quest’anno sull’andamento dell’attività dei Pronto Soccorso del territorio di Milano e Lodi. Il numero di accessi totali resta quasi invariato rispetto al 2023 ma si registra un positivo miglioramento relativo alla tempistica di attesa tra il triage e la visita che ci dice che abbiamo intrapreso la strada giusta”. Lo dichiara l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, che commenta il report pubblicato dall’Agenzia Tutela della Salute di Milano, consultabile sul sito web dell’ATS, che mostra come l’indicatore “tempo triage-visita” sia significativamente migliorata (-181% di attesa >8 ore), ma la media è fortemente influenzata da situazioni puntuali che mostrano un repentino miglioramento di performance (Policlinico, Fatebenefratelli, Galeazzi) “che andrebbe approfondito ulteriormente”, si sottolinea nella relazione, e situazioni di peggioramento (Niguarda, Cernusco).

Il documento riporta che molte strutture hanno adottato strategie per migliorare l’accoglienza dei pazienti, come l’implementazione di aree per l’osservazione breve intensiva (OBI) e ambulatori dedicati ai codici meno gravi. L’ATS di Milano sta inoltre realizzando varie iniziative per ridurre il numero di accessi non urgenti ai PS, come il potenziamento della continuità assistenziale tramite la Centrale UniCA e la promozione di percorsi territoriali per la gestione di pazienti cronici.

“Ci sono naturalmente – aggiunge Bertolaso – anche problematiche da continuare ad attenzionare come la differenza della percentuale di ricoveri da PS tra enti pubblici e privati, praticamente la metà per questi ultimi. Lo ribadisco ancora una volta: i privati fanno a tutti gli effetti parte del sistema sanitario regionale e sono chiamati a fare la propria parte anche in quest’ambito. Ci impegneremo per ricordar loro che gli obiettivi di miglioramento dell’area dell’emergenza coinvolgono tutti gli attori del sistema”.

Nella relazione si sottolinea come rimanga molto marcata la differenza tra i valori registrati tra PS di enti pubblici e privati accreditati: il primo con una media di ricoveri provenienti da PS pari al 48,8%, il secondo con una media del 25,9%, un valore che è quasi la metà rispetto al sistema pubblico. Anche analizzando il trend 22-24 si osserva che questo scostamento tende ad allargarsi ulteriormente.

25 Ottobre 2024

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