Ru486. Polemica per una inziativa di FdI contraria alle nuove linee guida nazionali

Ru486. Polemica per una inziativa di FdI contraria alle nuove linee guida nazionali

Ru486. Polemica per una inziativa di FdI contraria alle nuove linee guida nazionali
L’iniziativa regionale di Fratelli d’Italia sfida il Ministero della Salute che, a seguito di una deliberazione della Regione Umbria e in base al parere del Css, ha aggiorrnato le linee di indirizzo sulla Ru486 confermando l'ok all’aborto farmacologico in day hospital. Ma per FdI la legge 194 dice altro: “Abbiamo elaborato nuove linee guida con l’aiuto dell’Avvocatura regionale al fine di rendere il servizio davvero rispettoso della legge”, annuncia l’assessore agli Affari legali, Maurizio Marrone. Ma i parlamentari del Pd e del M5S chiedono che non si facciano passi indietro sulla Ru486.

Niente somministrazione della pillola abortiva Ru486 nei consultori, ricovero obbligatorio per l’aborto farmacologico una volta finita l'emergenza Covid, e nuove forme di collaborazione delle istituzioni con i movimenti pro vita per aiutare le donne ed evitare il ricorso all’Ivg. Sono queste le tre novità principali delle linee guida proposte in Piemonte da FdI (Fratelli d’Italia) e già portate all’attenzione dell’assessore regionale alla Salute, Luigi Icardi.
 
Il parere del Css e le nuove linee di indirizzo del ministero della Salute che, a seguito del caso Umbria, hanno confermato l'ok alla Ru486 in day hospital, non hanno quindi scoraggiato i piemontesi di FdI. Che, anzi, hanno chiamato in causa l'Avvocatura regionale per un parere. “Abbiamo riscontato che diversi nodi critici di incompatibilità con la legge 194 sollevati dalla Dei e al Family day avevano fondamento: dallo stravolgimento del ruolo di informazione per una scelta consapevole attribuito dalla legge ai consultori, trasformati in abortiti dove attuare direttamente l’Ivg, fino all’autorizzazione del day hospital in spregio dei rischi per la salute della donna, con il pericolo di emorragie e ostruzioni uterine”, dichiara dalle colonne de La Verità l’assessore piemontese agli Affari legali, Maurizio Marrone, in prima linea nell’elaborazione delle nuove linee guida regionali portate all’attenzione della Giunta.

Ma la battaglia di FdI non intende fermarsi ai confini piemontesi. Dalla Camera arriva infatti il sostegno della deputata Augusta Montarulli (sempre FdI), che spiega: “Con questa proposta di contro linee guida, che stiamo sottoponendo ai nostri allegati Lega e Forza Italia, il Piemonte può diventare per l’intero centro destra nazionale il laboratorio di contratto alla banalizzazione dell’aborto”.

Reazione immediata del Pd contro il progetto piemontese. In una nota Anna Rossomando, vicepresidente del Senato, Chiara Gribaudo, vicepresidente gruppo deputati PD e Francesca Bonomo, deputata del PD, definiscono "grave, gravissimo quanto rischia di accadere, in Piemonte, sul fronte della salute delle donne e dei loro diritti di autodeterminazione e libertà. Conquiste di decenni, confermate e aggiornate recentemente anche dal ministro Speranza, ascoltato il Consiglio superiore di Sanità, potrebbero essere messe in discussione dalla giunta di Cirio”.

Per Gribaudo, Rossomando e Bonomo “l'idea dell'assessore di FdI Marrone di  reintrodurre il ricovero obbligatorio per l'assunzione della RU486 è inaccettabile. In agosto sono stata emanate le nuove linee guida, basate sull’evidenza scientifica, ed hanno previsto l’interruzione volontaria di gravidanza con metodo farmacologico in day hospital e fino alla nona settimana. Un passo avanti importante nel pieno rispetto della salute delle donne e della legge 194, una legge di civiltà che sempre difenderemo”.
 
“Diciamo chiaramente a Cirio e alla sua giunta che non consentiremo alcun passo indietro della storia delle donne. Quando qualcuno ha provato a farlo, come nel caso della Regione Umbria a guida leghista, le donne hanno difeso le loro conquiste e la loro libertà. Lo faremo sempre, lo faremo ovunque. Anche adesso, in Piemonte”, concludono le parlamentari del Pd.


 


Anche i parlamentari piemontesi del M5S si schierano contro l'iniziativa regionale: "Sulla pillola abortiva RU486 non ci devono e non ci possono essere passi indietro basati su una deriva oscurantista anziché su prove scientifiche", afffermano in una nota. Per i parlamentari del M5S "dopo quanto accaduto in Umbria con la giunta Tesei, il Consiglio superiore di Sanità si è espresso e il ministro della Salute Roberto Speranza ha aggiornato le linee guida, documenti che hanno una base scientifica e non certo ideologica. In questo senso spaventa non poco che l'assessore piemontese di Fdi Marrone pensi di anteporre la propria ideologia oscurantista a quanto detta il ministero della Salute. I diritti delle donne, l'autodeterminazione e la facoltà di scelta non devono esser messi in discussione".


 


“Su questo – insistono i parlamenti del M5S – non arretreremo di un passo. L'interruzione volontaria di gravidanza in day hospital e fino alla nona settimana con la pillola abortiva non può esser messa in discussione in continuazione da quelle che sembrerebbero mosse politiche facinorose e nient'altro".

16 Settembre 2020

© Riproduzione riservata

Settimana della Scienza dello Spallanzani: capire la ricerca per comprendere il presente
Settimana della Scienza dello Spallanzani: capire la ricerca per comprendere il presente

Novant'anni dalla fondazione e trent'anni dal riconoscimento come Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS): nel 2026 lo Spallanzani celebra due ricorrenze che rappresentano l'occasione per riflettere sul...

Regione Lombardia scrive al ministro Schillaci: “Gli attuali indicatori non fotografano la qualità reale del Ssn”
Regione Lombardia scrive al ministro Schillaci: “Gli attuali indicatori non fotografano la qualità reale del Ssn”

Regione Lombardia chiede al Ministero della Salute di rivedere il sistema con cui vengono misurate le performance del Servizio sanitario nazionale. Lo fa con una lettera firmata dall'assessore al Welfare...

Case di comunità. La sfida ora è riempirle di professionisti e servizi. Il punto della Conferenza delle Regioni
Case di comunità. La sfida ora è riempirle di professionisti e servizi. Il punto della Conferenza delle Regioni

Con 1.224 Case di comunità attive al 30 giugno 2026, 186 in più rispetto al target minimo di 1.038 fissato dal Pnrr, la nuova assistenza territoriale entra nella fase decisiva:...

San Raffaele di Milano. Ispezioni e criticità riscontrate, stop al laboratorio di Embriologia
San Raffaele di Milano. Ispezioni e criticità riscontrate, stop al laboratorio di Embriologia

L’ Ats Città Metropolitana di Milano ha disposto la sospensione dell'attività del Laboratorio di Embriologia dell'Irccs Ospedale San Raffaele, afferente alla macroattività di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) di III livello,...