Sciopero lavoratori Cfr Nola. Anpric: “Si tratta di una falsa vertenza contrattuale”

Sciopero lavoratori Cfr Nola. Anpric: “Si tratta di una falsa vertenza contrattuale”

Sciopero lavoratori Cfr Nola. Anpric: “Si tratta di una falsa vertenza contrattuale”
Bruno Pizza, dirigente dell’associazione di categoria Anpric e titolare della struttura, sottolinea che in Campania il 30% dei centri di riabilitazione negli ultimi mesi “ha cambiato contratto di lavoro passando alle 38 ore settimanali “mentre il Cfr ne ha mantenute 36 come nella vecchia previsione Aiop. Ciononostante la Cgil ha organizzato scioperi a ripetizione”.

Terapisti e riabilitatori di nuovo in sciopero presso il centro accreditato Cfr di Nola. Nel mirino dei lavoratori il nuovo contratto di lavoro applicato dalla struttura passata dal contratto Aiop a quello Anaste. “Una falsa vertenza contrattuale – avverte Bruno Pizza, dirigente dell’associazione di categoria Anpric e titolare della struttura- siamo al secondo sciopero in 15 giorni ma i fatti sono ormai noti. A fronte del cambio di regole e dell’abbassamento delle tariffe applicate dalla Regione, calcolate ora su una media dei costi di vari contratti di lavoro, non concede altra strada. La perdita per noi è di circa il 10-15% del fatturato. Va detto che i sindacati oggi mobilitati nello sciopero, in particolare la Cgil, nulla hanno fatto per contrastare le decisioni regionali che, nei mesi scorsi, hanno determinato l’applicazione del nuovo contratto”.

L’azienda, pertanto, dal 1° gennaio di quest’anno, proprio per salvaguardare i livelli occupazionali, ha proceduto ad applicare prima il contratto Aris, ma poiché non sottoscritto dalla Cgil si è poi passati al contratto Anaste sottoscritto dal sindacato in questione in sede di contrattazione decentrata. Intanto in Campania il 30% dei centri di riabilitazione negli ultimi mesi ha cambiato contratto di lavoro passando alle 38 ore settimanali “mentre il Cfr ne ha mantenute 36 come nella vecchia previsione Aiop. Ciononostante la Cgil ha organizzato scioperi a ripetizione”.

Quali sono le reali motivazioni? “La novità del contratto incide solo sui nuovi assunti – prosegue Pizza – mentre per i dipendenti in forze al nostro centro tutto resta immutato in termini di busta paga, orario di lavoro e ferie e permessi come sottolineato sin dall’assemblea con i lavoratori del settembre scorso. Applichiamo il contratto Aris ma riconosciamo al personale già in servizio tutti gli istituti del contratto Aiop”.

“Il Cfr di Nola – sottolinea ancora Pizza – è un’azienda che ha sempre riconosciuto tutti i diritti contrattuali ai dipendenti, indennità, permessi sono stati sempre regolarmente retribuiti, gran parte dei costi della formazione sono stati sopportati dall’azienda pur non avendone l’obbligo, nessuno dei pochi licenziati negli anni è mai stato reintegrato dal magistrato al quale pure si erano appellati a riprova dell’estrema correttezza dell’azienda. Gli scioperi e le proteste non fanno altro che danneggiare l’azienda di cui i lavoratori sono dipendenti e non recederemo da una decisione assunta nell’alveo delle leggi e nel rispetto di tutte le garanzie per i lavoratori che, ripeto, non perdono nulla dei loro emolumenti e prerogative contrattuali preesistenti”.

In Campania sono ormai poche unità le strutture che non hanno cambiato il contratto senza riconoscere i diritti non acquisiti come invece garantito dal Cfr. “Non torneremo mai indietro – conclude – perché consapevoli della correttezza del nostro operato e della grande disponibilità data ai dipendenti assumendoci costi ulteriori assolutamente non obbligatori”.
 

01 Febbraio 2016

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