Aids. Dai microbiologi l’allarme sulle diagnosi tardive: “Si è ridotta la percezione del rischio”

Aids. Dai microbiologi l’allarme sulle diagnosi tardive: “Si è ridotta la percezione del rischio”

Aids. Dai microbiologi l’allarme sulle diagnosi tardive: “Si è ridotta la percezione del rischio”
La conseguenza è il permanere di un numero rilevante di portatori inconsapevoli,  proprio in un momento in cui le opzioni terapeutiche hanno una grande possibilità di successo, legata soprattutto ad un inizio precoce e ad un monitoraggio virologico attento. Se ne è parlato al congresso dell'Amcli.

“Negli ultimi anni a livello italiano ed internazionale si è assistito ad un cambiamento epidemiologico che vede come modalità di trasmissione predominante quella sessuale, con un aumento delle diagnosi tardive, a sua volta legato ad  una ridotta percezione del rischio a livello di popolazione.  La conseguenza è il permanere di un numero rilevante di portatori inconsapevoli,  proprio in un momento in cui le opzioni terapeutiche hanno una grande possibilità di successo, legata soprattutto ad un inizio precoce e ad un monitoraggio virologico attento”.  
 
Il fenomeno e le sue ripercussioni sono stati al centro degli incontri dedicati all’HIV tenuti nell’ambito del XLIV Congresso nazionale dell’Amcli – Associazione microbiologi clinici italiani che si concluso oggi  a Rimini.
 
“Negli ultimi anni si è sempre più consolidata la consapevolezza che l’eradicazione del virus non è un obbiettivo raggiungibile, mentre si sta  affermando il concetto di cura funzionale, cioè la possibilità di mantenere sotto controllo l’infezione anche senza un terapia continuativa. In questo il laboratorio di microbiologia ha un ruolo fondamentale sia per identificare i soggetti infetti che possono  essere avviati alla terapia, sia per seguire attentamente i parametri virologici classici nel corso della gestione del paziente, sia per aiutare i clinici con test che prendono in considerazione i resevoir del virus, la replicazione residua ed altri parametri innovativi utili ad identificare quei pazienti che hanno più possibilità di controllare il virus con regimi terapeutici ridotti o addirittura sospesi” ha ricordato Maria Rosaria Capobianchi, Componente del Direttivo Amcli.
 
“Tutto questo sottolinea ancora una volta quanto il laboratorio di microbiologia sia importante sia nella quotidianità della gestione dei pazienti sia nell’identificare nuovi biomarcatori alla luce dei cambiamenti  epidemiologici e terapeutici. E’ quindi importante che il nostro ruolo venga riconosciuto a tutti gli effetti e, non ultimo, nei momenti decisionali di allocazione delle risorse” ha concluso Pierangelo Clerici, Presidente Amcli.

21 Ottobre 2015

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